Di basket, musica e libri

…Ho parlato in questo giugno, dove non solo di Finali NBA e draft è vissuto l’uomo.

Mi trovate (o ritrovate) qui https://www.crampisportivi.it/we-the-winning-north-toronto-raptors-anello-nba/

Poi qui: http://basketball-lovers.blogspot.com/2019/06/valvonauta-non-avevo-nemmeno-ventanni.html

E infine qui: http://basketball-lovers.blogspot.com/2019/06/from-chicago.html

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La politica è una cosa seria

Una volta sono stato a bere un bicchiere di bianco con Andrea Scanzi. Il vino l’ha scelto lui, e oltre a parlare del più e del meno, oltre che sostanzialmente di cavoli nostri, per tipo cinque minuti, ma forse anche meno, abbiamo parlato di politica. Ricordo che abbiamo parlato di Civati (su cui eravamo sostanzialmente d’accordo nel giudizio) e della Cirinnà (su cui lui era più tenero di me, ma alla fine, come si dice ad Arezzo, ci siamo intesi).

Questo preambolo mi è necessario per sviluppare un ragionamento, e il ragionamento è questo:  bere un bicchiere di vino è un tipo di esperienza che ti permette di capire un po’ meglio l’altro. E alla fine, parlando di Civati e della Cirinnà, io ho avuto la riprova di una cosa che pensavo già: Andrea Scanzi è una persona intellettualmente onesta. Ora, a beneficio di quei lettori che mi hanno già annoverato tra coloro i quali idolatrano Scanzi solo in quanto tale, lascio alcune considerazioni sparse.  Proprio perché stiamo parlando di una persona intellettualmente onesta, è plausibile che non ci si trovi d’accordo su tutto. Ad esempio, secondo me il suo post su Greta Thunberg non è condivisibile.  E la sua opinione su Salvini è migliore della mia, ma appunto, siamo al “secondo me vs. secondo te”. E questo mi porta a parlare – brevemente, lo prometto – del suo ultimo libro, uscito da qualche giorno per Rizzoli, e intitolato appunto La politica è una cosa seria.

                             La copertina del libro di Scanzi

Questo è tecnicamente un libro di saggistica. Con un sottotitolo assolutamente fuorviante, nel senso che non contiene effettivamente “dieci motivi per cacciare i pagliacci” (Rizzoli, perché lo fai?), quanto piuttosto le sue unpopular opinions su dieci personaggi politici, cinque del passato (di cui quattro additabili come “esempi positivi”) e cinque del presente (di cui quattro da ascrivere nei “cattivi esempi”) , più una bonus track: Berlusconi, D’Alema, Renzi, Salvini, Rodotà (vi lascio scoprire chi sia quello”positivo”) da un lato, e  Parri, Pertini, Andreotti, Berlinguer e Caponnetto dall’altro (chi sarà quello “negativo”?).  Se fosse una partita di basket, sarebbe giganti contro nani. La Bonus Track infine è dedicata a Pier Luigi Bersani. E qui, senza fare spoiler, vi invito a leggere il capitoletto con mente aperta, perché torniamo nel campo dell’onestà intellettuale.  Ora, a qualunque persona sana di mente è del tutto evidente che non tutto nel passato fosse da salvare così come non tutto nel presente sia da buttare, ma è sostanzialmente abbastanza condivisibile che, come cantava Giovanni Lindo Ferretti prima di rimanere folgorato, “il passato è afflosciato, il presente è un mercato”.  Non starò qui a dettagliare cosa ne penso delle opinioni di Andrea Scanzi relativamente ai dieci più uno, ma in ogni caso mi sento di condividere il mood di questo libro.  Che intendo dire con questa frase? Ve lo faccio spiegare da Andrea Scanzi stesso:

È una delle cose che mi fanno più male: la politica ridotta a tifo. La sinistra che si traveste da centro-destra pur di vincere a tutti i costi. E gli intellettuali a marcare visita, standosene belli zitti come Nanni Moretti, o peggio ancora a ridursi a giannizzeri come Roberto Benigni.

In questi tempi post-ideologici, dove rimanere – autenticamente – ideologici è uno dei più grandi regali che possiamo fare a noi stessi, l’unico modo per andare avanti è guardare al mondo con occhi disincantati, mente aperta e convinzioni ferme, quello che in gergo giornalistico si chiama “schiena diritta”.  Altrimenti non saremo mai in grado di interpretare il presente. come spesso, purtroppo, la mia parte politica non è stata in grado di fare in questi anni.  Cercando persino di dare la colpa di questo loro modo di fare ad Andrea Scanzi.

Ah, un’ultima cosa, sul presente e sulle interpretazioni: vi lascio qui una frase di una persona che ha fatto dell’onestà intellettuale un manifesto della propria vita. A voi scoprire – se già non lo sapete – di chi sto riportando le parole:

Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.

Come una mano che saluta da altrove

Domani sera, al circolo ARCI “Rinascita” di Figline Valdarno in Via Roma, presenterò ancora una volta “come una mano che saluta da un treno”. Ma rispetto alle presentazioni già fatte ci sono non una, non due ma tre novità. La prima è che si tratta della prima volta in cui mi reco fuori provincia, anche se di poco, a presentare un mio libro.  La seconda è che presento il libro insieme ad Andrea Bardelli, autore dello scatto di copertina.  La terza è che la presentazione sarà visibile anche in diretta Facebook.  Quindi non mi resta che dirvi che vi aspetto numerosi, sia che ve la siate già vista sia che per voi sia una novità assoluta.

Nessuna descrizione della foto disponibile.

EDIT (10/04/2019):  se ve la foste persa (SHAME ON YOU!), la presentazione è adesso disponibile anche su YouTube. Eccovela qua.

Il mio 2018 a parole.

typewriting

Ok, non ho usato la macchina da scrivere, ma il senso è quello, no?

E anche questo 2018 ce lo siamo lasciato alle spalle. La cosa bella è che se mi guardo indietro, ci sono state tante cose che sono riuscite come dovevano, e se pensate che questa cosa sia scontata, beh, non so come aiutarvi. Comunque, questo è un breve riepilogo e molto parziale di cose scritte, fatte o portate a termine nell’anno che se ne va.  Ci sono anche delle gioie personali, piccole e grandi, ma magari ve ne parlerò un’altra volta. Oggi vi propino una top 11, così, per gradire.

 

  1. Ho cominciato a scrivere per La Giornata Tipo. Per me, appassionato di basket da più di mezza vita ormai, è un grande, grandissimo traguardo. Sono quattro articoli di cui vado molto fiero, li trovate tutti insieme qui: http://lagiornatatipo.it/author/roberto-gennari/
  2. Sempre sul piano della pallacanestro, ha preso il via anche la mia collaborazione con Overtime – Storie a Spicchihttps://www.overtimebasket.com/elementor-375/ Alcune cose le trovate qui e qui, ma siamo appena all’inizio.
  3. In aggiunta a queste due cose, è rinato da pochi giorni Crampi Sportivi. L’ultimo pezzo dell’anno è appena stato pubblicato, ed è farina del mio sacco. https://www.crampisportivi.it/parole-oggetti-eventi-e-altri-argomenti-che-potrebbero-fermare-golden-state/
  4. Basta parlare di basket. Ho fatto due presentazioni di “Come una mano che saluta da un treno“. Ma ve ne ho già parlato, qui e qui.
  5. Ho ricominciato a scrivere per Amaranto Magazine. Un pezzo, in particolare, è piaciuto molto, al punto che mi hanno fatto i complimenti da più parti, di persona o per messaggio privato. Se siete curiosi, è questo https://www.amarantomagazine.it/news_dett.php?id=6964
  6. Ha finalmente visto la luce l’ebook collettivo di tributo a Mellon Collie and the Infinite Sadness, “Una punta di malinconia e tristezza (mai) infinita”. Io ci ho lavorato un paio d’anni, quindi se ve lo scaricate da qui e ve lo leggete, secondo voi mi farà piacere?
  7. Ho anche partecipato ad un altro ebook collettivo, “Raccontini epici” di cose successe ai concerti, curato da Manq. Lo trovate qui, e anche in questo caso, il consiglio è di scaricarlo e leggerlo.
  8. Ho scritto un post sulla toponomastica dedicato a Licio Nencetti per la guida “Stradario dei personaggi illustri del Casentino”, realizzata da Casentino Più. L’ho anche ripubblicato qui, se vi va di leggerlo.
  9. Sono risultato tra i vincitori del Premio Letterario La Ginestra di Firenze nella categoria “Poesia inedita”. Di questa cosa ve ne parlerò meglio il mese prossimo, visto che la premiazione si svolgerà il 19 gennaio 2019 a Firenze. Comunque, se volete sapere di che si tratta, cliccate qui.
  10. Se avete Twitter, date un’occhiata all’hashtag #MinisteroCulturaMusicale. Ci sono anch’io tra gli autori twitter.com/hashtag/MinisteroCulturaMusicale
  11. Siamo finalmente riusciti a rimettere in moto il Circolo di Lettura di Arezzo, dopo uno standby durato diversi mesi. La cosa è venuta così bene che ne hanno parlato anche su La Nazione.  A proposito, se vi va di partecipare, il prossimo libro che leggeremo sarà “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Se pensate che il nome di questo blog abbia qualche relazione col libro, beh, avete ragione.

…e come sempre, come disse Frank Sinatra, the best is yet to come.

Una cosa divertente (a cui ho partecipato)

Io non lo so se gli ebook collettivi vanno di moda in questo 2018, ma penso di sì. O almeno, vanno di moda nel 2018 che mi riguarda. E fin qui, direte voi. Fatto sta che dopo quello dedicato a Mellon Collie and the Infinite Sadness che è partito da qui, stavolta mi sono ritrovato nell’inedita (per me) veste di semplice partecipante all’antologia ideata da Manq, che anziché spiegarvela io direttamente vi invito ad aprire questo link. 13 raccontini (anzi, 12+1, come dice la copertina della raccolta), che hanno come filo conduttore i momenti epici dei concerti.

La (bellissima) copertina dell’antologia, opera di Gozer Visions

Ora, io credo che quello che ha fatto Giuseppe sia un lavoro che merita tutta la vostra attenzione, e non solo: merita quel tipo di diffusione che è tipo “oh amico, ma lo sai che ho trovato un ebook che parla di episodi epici successi a dei concerti, e vale davvero la pena che tu lo legga, visto che è anche gratis?” (per citare Elio e le Storie Tese, “un applauso per la parola GRATIS”).

Dove lo trovate? Sul blog di Manq al post che vi ho linkato prima, ovviamente. O se siete di fretta, qui.

Come una mano che saluta da un treno (del Casentino)

E così, dopo qualche mese di silenzio, sono tornato a presentare “Come una mano che saluta da un treno“, questa volta nella bellissima cornice del Caffè Le Stanze di Poppi (AR), in compagnia di Silvia Frunzi. Un posto bellissimo, in uno dei borghi più belli d’Italia. Aria fresca, mondiali appena finiti (a proposito, complimenti alla Francia, e chiudiamola qui), gente cordiale, attenta e curiosa. Mi piace un sacco fare presentazioni di libri, come questa:

E a voi non piacerebbe invitarmi a farne una dalle vostre parti? Io ci sono se vi va!

Una punta di malinconia e tristezza (mai) infinita

Il 7 giugno 1998, Billy Corgan e soci si esibivano in Piazza Navona e sulla scalinata del Palazzo della Civiltà Italiana. A vent’anni da quel “doppio concerto” (anche se in Piazza Navona fecero solo due pezzi), insieme ad una banda di pazzi che hanno scelto di partecipare a questo progetto, lanciato ormai oltre due anni fa, abbiamo scelto il 7 giugno 2018, una data che simbolicamente suggella il legame degli Smashing Pumpkins con il nostro Paese, per pubblicare l’ebook “UNA PUNTA DI MALINCONIA E TRISTEZZA (MAI) INFINITA – A TRIBUTE TO MELLON COLLIE AND THE INFINITE SADNESS”.  Il primo ebook tributo in Italia – per quanto ne so, a dire il vero, in tutto il mondo, ma magari mi sbaglio –  ad uno dei dischi che meglio rappresenta la mia generazione.  Un album che è un insieme di generi musicali, un ebook che è una raccolta di testi dei generi più disparati.  Non vi dico altro, preferisco lasciarvi il piacere di scoprirli via via. Un progetto che a volte ho perfino pensato di mollare (non è facile, credetemi, mettere insieme 28 testi inediti, di autori diversi che spesso neanche si conoscevano tra loro), e che però oggi vede finalmente la luce. Per cui, GRAZIE a tutti quelli che hanno scritto in questo ebook, grazie a chi ha riletto a caccia di refusi, a chi ha tradotto, a chi ha consigliato, a voi che leggerete e farete leggere questo testo ad altri.  Noi ce l’abbiamo messa tutta, adesso speriamo davvero che vi piaccia.

una punta di malinconia (in PDF, scaricabile da qui)

una punta di malinconia (in ePub, scaricabile da questo link dropbox)

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