Il mio 2018 a parole.

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Ok, non ho usato la macchina da scrivere, ma il senso è quello, no?

E anche questo 2018 ce lo siamo lasciato alle spalle. La cosa bella è che se mi guardo indietro, ci sono state tante cose che sono riuscite come dovevano, e se pensate che questa cosa sia scontata, beh, non so come aiutarvi. Comunque, questo è un breve riepilogo e molto parziale di cose scritte, fatte o portate a termine nell’anno che se ne va.  Ci sono anche delle gioie personali, piccole e grandi, ma magari ve ne parlerò un’altra volta. Oggi vi propino una top 11, così, per gradire.

 

  1. Ho cominciato a scrivere per La Giornata Tipo. Per me, appassionato di basket da più di mezza vita ormai, è un grande, grandissimo traguardo. Sono quattro articoli di cui vado molto fiero, li trovate tutti insieme qui: http://lagiornatatipo.it/author/roberto-gennari/
  2. Sempre sul piano della pallacanestro, ha preso il via anche la mia collaborazione con Overtime – Storie a Spicchihttps://www.overtimebasket.com/elementor-375/ Alcune cose le trovate qui e qui, ma siamo appena all’inizio.
  3. In aggiunta a queste due cose, è rinato da pochi giorni Crampi Sportivi. L’ultimo pezzo dell’anno è appena stato pubblicato, ed è farina del mio sacco. https://www.crampisportivi.it/parole-oggetti-eventi-e-altri-argomenti-che-potrebbero-fermare-golden-state/
  4. Basta parlare di basket. Ho fatto due presentazioni di “Come una mano che saluta da un treno“. Ma ve ne ho già parlato, qui e qui.
  5. Ho ricominciato a scrivere per Amaranto Magazine. Un pezzo, in particolare, è piaciuto molto, al punto che mi hanno fatto i complimenti da più parti, di persona o per messaggio privato. Se siete curiosi, è questo https://www.amarantomagazine.it/news_dett.php?id=6964
  6. Ha finalmente visto la luce l’ebook collettivo di tributo a Mellon Collie and the Infinite Sadness, “Una punta di malinconia e tristezza (mai) infinita”. Io ci ho lavorato un paio d’anni, quindi se ve lo scaricate da qui e ve lo leggete, secondo voi mi farà piacere?
  7. Ho anche partecipato ad un altro ebook collettivo, “Raccontini epici” di cose successe ai concerti, curato da Manq. Lo trovate qui, e anche in questo caso, il consiglio è di scaricarlo e leggerlo.
  8. Ho scritto un post sulla toponomastica dedicato a Licio Nencetti per la guida “Stradario dei personaggi illustri del Casentino”, realizzata da Casentino Più. L’ho anche ripubblicato qui, se vi va di leggerlo.
  9. Sono risultato tra i vincitori del Premio Letterario La Ginestra di Firenze nella categoria “Poesia inedita”. Di questa cosa ve ne parlerò meglio il mese prossimo, visto che la premiazione si svolgerà il 19 gennaio 2019 a Firenze. Comunque, se volete sapere di che si tratta, cliccate qui.
  10. Se avete Twitter, date un’occhiata all’hashtag #MinisteroCulturaMusicale. Ci sono anch’io tra gli autori twitter.com/hashtag/MinisteroCulturaMusicale
  11. Siamo finalmente riusciti a rimettere in moto il Circolo di Lettura di Arezzo, dopo uno standby durato diversi mesi. La cosa è venuta così bene che ne hanno parlato anche su La Nazione.  A proposito, se vi va di partecipare, il prossimo libro che leggeremo sarà “La schiuma dei giorni” di Boris Vian. Se pensate che il nome di questo blog abbia qualche relazione col libro, beh, avete ragione.

…e come sempre, come disse Frank Sinatra, the best is yet to come.

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Una cosa divertente (a cui ho partecipato)

Io non lo so se gli ebook collettivi vanno di moda in questo 2018, ma penso di sì. O almeno, vanno di moda nel 2018 che mi riguarda. E fin qui, direte voi. Fatto sta che dopo quello dedicato a Mellon Collie and the Infinite Sadness che è partito da qui, stavolta mi sono ritrovato nell’inedita (per me) veste di semplice partecipante all’antologia ideata da Manq, che anziché spiegarvela io direttamente vi invito ad aprire questo link. 13 raccontini (anzi, 12+1, come dice la copertina della raccolta), che hanno come filo conduttore i momenti epici dei concerti.

La (bellissima) copertina dell’antologia, opera di Gozer Visions

Ora, io credo che quello che ha fatto Giuseppe sia un lavoro che merita tutta la vostra attenzione, e non solo: merita quel tipo di diffusione che è tipo “oh amico, ma lo sai che ho trovato un ebook che parla di episodi epici successi a dei concerti, e vale davvero la pena che tu lo legga, visto che è anche gratis?” (per citare Elio e le Storie Tese, “un applauso per la parola GRATIS”).

Dove lo trovate? Sul blog di Manq al post che vi ho linkato prima, ovviamente. O se siete di fretta, qui.

Come una mano che saluta da un treno (del Casentino)

E così, dopo qualche mese di silenzio, sono tornato a presentare “Come una mano che saluta da un treno“, questa volta nella bellissima cornice del Caffè Le Stanze di Poppi (AR), in compagnia di Silvia Frunzi. Un posto bellissimo, in uno dei borghi più belli d’Italia. Aria fresca, mondiali appena finiti (a proposito, complimenti alla Francia, e chiudiamola qui), gente cordiale, attenta e curiosa. Mi piace un sacco fare presentazioni di libri, come questa:

E a voi non piacerebbe invitarmi a farne una dalle vostre parti? Io ci sono se vi va!

Una punta di malinconia e tristezza (mai) infinita

Il 7 giugno 1998, Billy Corgan e soci si esibivano in Piazza Navona e sulla scalinata del Palazzo della Civiltà Italiana. A vent’anni da quel “doppio concerto” (anche se in Piazza Navona fecero solo due pezzi), insieme ad una banda di pazzi che hanno scelto di partecipare a questo progetto, lanciato ormai oltre due anni fa, abbiamo scelto il 7 giugno 2018, una data che simbolicamente suggella il legame degli Smashing Pumpkins con il nostro Paese, per pubblicare l’ebook “UNA PUNTA DI MALINCONIA E TRISTEZZA (MAI) INFINITA – A TRIBUTE TO MELLON COLLIE AND THE INFINITE SADNESS”.  Il primo ebook tributo in Italia – per quanto ne so, a dire il vero, in tutto il mondo, ma magari mi sbaglio –  ad uno dei dischi che meglio rappresenta la mia generazione.  Un album che è un insieme di generi musicali, un ebook che è una raccolta di testi dei generi più disparati.  Non vi dico altro, preferisco lasciarvi il piacere di scoprirli via via. Un progetto che a volte ho perfino pensato di mollare (non è facile, credetemi, mettere insieme 28 testi inediti, di autori diversi che spesso neanche si conoscevano tra loro), e che però oggi vede finalmente la luce. Per cui, GRAZIE a tutti quelli che hanno scritto in questo ebook, grazie a chi ha riletto a caccia di refusi, a chi ha tradotto, a chi ha consigliato, a voi che leggerete e farete leggere questo testo ad altri.  Noi ce l’abbiamo messa tutta, adesso speriamo davvero che vi piaccia.

una punta di malinconia (in PDF, scaricabile da qui)

una punta di malinconia (in ePub, scaricabile da questo link dropbox)

una punta di malinconia (in ePub, scaricabile da questo link su SmashWords)

 

27 consigli da un marzo… libresco!

Ispirato da un’iniziativa proposta da Francesca Crescentini sul suo blog, ho stilato una lista di libri per un marzo all’insegna della lettura. Le foto sono tutte su Instagram, insieme a molte altre, in alcuni casi anche più interessanti delle mie.

1. La mia copertina preferita: “Dellamorte Dellamore” di Tiziano Sclavi (disegno di Angelo Stano).

2. Un caposaldo della mia infanzia: “Il richiamo della foresta” di Jack London.

3. Ho amato il libro, pur detestando tutti i personaggi: “Limonov” di Emmanuel Carrère.

4. Un libro che ho sentito il bisogno di possedere in almeno due edizioni: “Guida galattica per gli autostoppisti” di Douglas Adams

5. Un saggio curioso: “A passo di gambero” di Umberto Eco

6. “Era bello anche il film”: “Shining” di Stephen King

7. Un’ossessione adolescenziale: “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Enrico Brizzi

8. Il libro più strano della mia biblioteca: “L’era di Sinatra” di David Ohle

9. Un regalo azzeccato: “La polvere del Messico” di Pino Cacucci

10. Una graphic novel: “Midnight Nation” di J.M. Straczynski & Gary Frank

11. Il “classico” del cuore: “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust

12. Una distopia di rara potenza: “Watchmen” di Alan Moore e Dave Gibbons

13. Un libro che parla di libri: “Le storie di Arturo Bandini” di John Fante

14. Un libro che leggerei con una certa vergogna in tram:  “Girls” di Nic Kelman

15. Un favoloso polpettone: “Il fuoco amico dei ricordi” di Alessandro Piperno

16. Un libro estenuante: “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Robert M. Pirsig

17. Un libro pop-up: “10 piccoli pinguini” di Fromental/Jolivet

18. Una bella pagina: “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini

19. Una raccolta di racconti: “Racconti del mistero, del terrore, dell’impossibile, d’incubo” di Edgar Allan Poe

20. Un libro autografato: “I migliori di noi” di Andrea Scanzi

21. Un degno rappresentante della mia collana preferita: “La confraternita dell’uva” di John Fante

22. Ah, l’amore: “La schiuma dei giorni” di Boris Vian

23. Un coffee-table che mi fa sentire molto alla moda: “Steve McCurry – Magnum La Storia Le Immagini”

24. Un libro spaventoso (anche solo a tratti): “Le notti di Salem” di Stephen King

25. Un libro che mi fa ridere (anche in pubblico): “La fabbrica delle stelle” di Gaetano Savatteri

26. “Signora mia, quanto ho pianto”: “Molto forte, incredibilmente vicino” di Jonathan Safran Foer

27. Un libro che vorrei aver scritto, invece sto su Instagram: “Triste, solitario y final” di Osvaldo Soriano

Scrivere [a sproposito]

L’altro giorno è arrivato in azienda un CV dove, nella descrizione delle attività lavorative, abbiamo trovato questa perla:

Insegnamento c/o proprio domicilio della lingua inglese a studenti di scuole superiori di ogni ordine e grado fine al superamento dei deficit formativi, e a studenti universitari per il superamento delle specifiche idoneità linguistiche.

Datore di lavoro: Me Medesima.

Tutto questo per dire che fa lezioni private a studenti, quelle che da noi si chiamano “ripetizioni”. Non ho potuto fare a meno di pensare a questo passo del grande Gaetano Savatteri:

“Cosa stai cucinando?”
“Filatura di grano duro in trafila di bronzo con datterini pelati a vivo, cipolla bianca di Castrofilippo appassita in olio extravergine con spremitura a freddo, all’aroma di basilico della mia grasta.  E poi, ascolta bene, rossi di gallina ruspante di terra su letto d’albume bianco rassodato a bassa temperatura in succo d’olive Nocellara.”
“Minchia, cose di lusso. E che vuol dire?”.
“Spaghetti col sugo di pomodoro e uova fritte”.
“Sei il solito cretino”.

“Peppe, la cucina è come la letteratura: il contenuto non conta, conta come si racconta”.

 

Il treno è passato dalla Edison

Ci ho messo qualche giorno a realizzare che alla presentazione di “Come una mano che saluta da un treno” (Edizioni Helicon) c’era davvero tanta gente, attenta, presente e partecipe.

Domande dal pubblico, amici venuti da fuori, parenti che decidono di farmi una sorpresa, bottigliette d’acqua naturale, copie firmate, professori universitari, giornalisti bravi e famosi, giornalisti bravi e basta, sacchetti bio, altre copie firmate, messaggi e chiamate dell’ultimo minuto di chi non sarebbe venuto, persone che invece sono venute e non me lo aspettavo, chiacchiere di musica, di fumetti, ovviamente di libri. La mia domenica pomeriggio alla Libreria Edison entra di diritto nel novero dei giorni in cui sono stato felice. Per cui grazie.  Grazie prima di tutto alla Libreria Edison che mi ha ospitato, supportato e sopportato.

                                   (e che ha fatto anche questa bellissima locandina)

Grazie a chi si è sciroppato chilometri per venire, a chi è venuto a piedi, a chi è stato ad ascoltare, a chi si è fatto firmare la copia, a chi non se l’è fatta firmare, a chi il libro lo aveva già letto ma è venuto lo stesso, a chi lo deve ancora leggere, a chi ha fatto le domande e a chi ha ascoltato.