Leggere autori INDIE

Qualche tempo fa, con Michele Borgogni, alla libreria Feltrinelli di Arezzo abbiamo presentato la sua ultima fatica letteraria, “Storie di creature orribili e mostri giganti”.  A parte aver scoperto che mi piace un sacco presentare libri, miei e di altri, in occasione di questa presentazione una delle riflessioni a mio modo di vedere più interessanti è stata sulle possibilità che offre lo sconfinato mondo dell’editoria digitale.  Oggi. in parole povere, un aspirante scrittore – o scrittore indie, nel senso più letterario del termine, che a Michele non piacerà, ma tant’è – ha molte più opportunità per essere pubblicato, “farsi notare” ed eventualmente emergere, rispetto a quante non ne avesse anche solo vent’anni fa.

Ma come fare ad orientarsi in questo mare magnum dove – come dice giustamente il mio editore – ci sono probabilmente più scrittori che lettori? Non credo che esista una ricetta universalmente valida, per cui io propongo quelle che utilizzo di solito.

  • I consigli degli amici. Siano essi provenienti da un blogger che conosciamo, da un circolo di lettura, da un amico con cui ci troviamo una volta ogni tanto per parlare di libri, diciamo che tendenzialmente una persona che ci conosce sa più o meno che gusti abbiamo, e pertanto se ci dice in qualche modo che questo libro potrebbe fare al caso nostro, sarebbe sbagliato ignorarlo
  • Farsi ispirare da un titolo o una copertina. Purché poi si legga la sinossi, di solito non è mai una procedura del tutto sbagliata. Certo, a volte si possono prendere delle cantonate – il mio esempio più eclatante è “High and dry. Primo amore” di Banana Yoshimoto, che ho preso a scatola chiusa per l’amore che provo per la canzone, ma che poi mi ha ricordato che a scatola chiusa, ecco, magari no.
  • Usare gli algoritmi, cum grano salis. Quasi sempre, i siti internet che si impicciano degli affari vostri sanno benissimo che siete dei lettori, e con l’uso di algoritmi cercano di spingervi a comprare più libri dandovi dei “suggerimenti” basati sui vostri gusti. Seguendo questo filo di Arianna, per esempio, io ho scoperto due scrittori italiani ragguardevoli come Marco Malvaldi e Antonio Manzini. Sempre andando a controllare le sinossi, e già che c’ero anche qualche parere.
  • Leggere libri di persone che conoscete. Voi fate un favore a loro, e se li conoscete abbastanza da stimarli, spesso fate un favore anche a voi stessi, perché leggere libri di un autore con cui abbiamo già un’interazione nella vita reale aiuta a rinforzare l’opinione che avevate di lui (se il libro è bello) o a farvi ripensare un po’ al tutto (se è una schifezza). Certo, il rischio bias è sempre dietro l’angolo, ma alla fine quando uno ha letto una cosa che gli piace e ha passato dei momenti piacevoli durante la lettura, a un certo punto, chi se ne frega se è dovuto al bias o meno?

Quest’ultimo punto, nella fattispecie, è quello che mi porta a consigliarvi tre letture che ho fatto negli ultimi tempi, tutte e tre di persone che ho avuto modo di conoscere in modi e periodi totalmente differenti della mia vita, ma che mi hanno trasmesso belle sensazioni e hanno denotato una grande padronanza tecnica. Ve li elenco in ordine alfabetico.

Andrea Berneschi, “Levitazione. Una guida pratica”

“Attenzione!
L’ebook che state acquistando, a dispetto del titolo, non è un manuale, ma un racconto lungo (novelette) di genere fantastico.
La trama? Si parla di un colpo di stato che avverrà in Italia nel 2020. Di un adolescente che diventa adulto. Di sogni giovanili, incubi della maggiore età, lavoro precario, amicizie a tempo indeterminato, rivalità personali, amori. Di pesantezza e di leggerezza. Di scelte di vita. E di come sfuggire alla forza di gravità.”

Michele Borgogni, “Storie di romanticismo, creature orribili e mostri giganti”

“Avete paura dei mostri? Incontrerete creature terribili: talmente grandi da poter usare la balena di Pinocchio per la frittura di paranza, talmente potenti da essere scambiati per divinità, talmente orribili che la mente umana si rifiuterà di accettarle. Godzilla lontanissimo dal natio Giappone, Bigfoot che si stufa della politica americana, uno zombie che proverà a rovinare lo spirito del vero Natale… E molto di più. Undici racconti surreali e divertenti, cinici e spaventosi (ma non troppo, ve lo prometto) che vi faranno capire che il mondo sarebbe un posto migliore, se ci fossero più mostri giganti.”

Andrea Cassini, “Gilgul”, in PRISMA. Le diverse facce della fantascienza italiana. Vol. 1

“Qualcuno ha immaginato gli sviluppi del rapporto tra l’uomo e l’ecosistema in cui vive: talvolta con amare (e ragionevoli) previsioni […], talvolta senza escludere una possibilità di redenzione, come hanno dimostrato L.K. Peka con Agente ecologico e Andrea Cassini con Gilgul.”

Non vi ho – volutamente – riportato opinioni mie in merito ai tre autori, così che possiate partire da un punto di vista tutto sommato neutro (a parte il fatto che ve li ho raccomandati io), ma sapete qual è la cosa veramente bella dell’editoria digitale? Che con meno di 7 euro e cinquanta ve li portate a casa tutti e tre.

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