Ciao Bambino.

Oggi, 27 giugno 2016, è uno di quei giorni che in un certo senso costituiscono uno spartiacque nelle esistenze, in modi più o meno collettivi.  In Spagna, probabilmente, si sta pensando alla fine della Roja, la nazionale di calcio che nel quadriennio 2008-2012 ha saputo inanellare successi a ripetizione, portando a casa due Europei consecutivi (unica squadra finora capace di fare il back-to-back nella rassegna continentale) più un mondiale; solo che poi se ne sono andati due lìder come Puyol e Xavi, Casillas è confinato in panchina, non ci sono più David Villa né i due Fernando (Torres e Llorente), e i nuovi non sembrano all’altezza di quelli che c’erano prima, tranne forse Morata. In Italia, invece, almeno un paio di generazioni stanno faticosamente realizzando che da oggi ha inizio un mondo dove non c’è più Bud Spencer.  Certo, dobbiamo tutti venire a patti con questa cosa, perché – SPOILER – il finale è lo stesso per tutti. Però il dato di fatto è che fino a ieri c’era Carlo Pedersoli, e da oggi invece non c’è più. Io non posso farne un coccodrillo, c’è gente molto più brava di me in queste cose – e che per giunta viene pagata per farlo.

Posso solo ricordare di quando da bambino non mi perdevo una replica di “Lo chiamavano Trinità”, e in questi giorni che è uscito il Texone di Tito Faraci e Enrique Breccia,

TEXONE-BRECCIA

riesco solo a pensare che è un altro piccolo pezzo che mi teneva legato al mio babbo e che se ne sta andando, e si, anche questa è una cosa forse normale. Ogni Texone, ogni film con Bud & Terence hanno aiutato a costruire un castello di ricordi, sensazioni, emozioni, che la vita di tutti i giorni sta cercando di portarmi via, ma non ci riuscirà.  Oggi, 27 giugno 2016, è il primo giorno nella vita di tutti noi senza Bud Spencer, o Carlo Pedersoli, se preferite.  Sono passati diciotto anni esatti da un altro 27 giugno, che non è memoria collettiva ma personale. C’erano già i Texoni, i film con Bud Spencer – con o senza Terence Hill. Io avevo una madre da non far stare in pensiero e un padre che – il giorno dopo – mi accompagnò a ritrovare una cosa in fondo a un fossato. Non ero né sposato né fidanzato né tantomeno padre, stavo decidendo che cosa sarebbe successo nel mio percorso di studi, e proprio in questo stesso giorno avevo fatto la conoscenza con la brevità della vita. Ogni tanto è bene che me ne ricordi, che la vita è breve, che ci sono i Texoni, che su Rete4 una di queste sere c’è in replica un film con Bud Spencer. Perché anche ora che sono marito, padre, laureato, e non ho più un padre e un sacco di cose cambiano nella mia famiglia, Trinità e Bambino sono ancora i miei eroi.

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Un pensiero su “Ciao Bambino.

  1. Oltre ai due Trinità, il mio film preferito di Bud Spencer (e di Terence Hill, ovviamente) è Botte di Natale. Fu il loro canto del cigno, a circa 10 anni dall’ultimo film che avevano fatto insieme: la critica ebbe quindi gioco facile nel dire che non erano più come ai vecchi tempi, e invece a mio giudizio quel film dimostra che erano invecchiati come il vino. Anzi, che non erano invecchiati affatto, né invecchieranno mai.

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