La mia opinione (non richiesta) su Valencia 2015

Se c’è una cosa che mi ha sempre dato un enorme fastidio, nello sport ma non solo lì, sono le cosiddette “verginelle”, quelle persone che si indignano – o meglio, fanno finta di indignarsi – per comportamenti che, a parti invertite, avrebbero (e in alcuni casi hanno) tenuto anche loro identici o quasi.
Ecco, nella fin troppo lunga querelle Rossi-Marquez, ci sono cose che in tanti non dicono perché fare finta di dimenticarsele è sempre più facile, più comodo, più “populista”.
A cominciare dalla Gazzetta, che prima parla di “pessimo gesto” da parte di Rossi (il pezzo è stato poi modificato, ma l’url dell’articolo non lascia spazio a dubbi) e poi, cavalcando l’onda dell’opinione pubblica, si prodiga a pubblicare video su video che dimostrerebbero come tutto sommato, ecco, alla fine ha ragione Rossi.
Proseguendo poi con Capirossi che in telecronaca si indigna per l’arrendevolezza di Marquez nell’ultima gara, con Reggiani che addirittura scrive “Marquez, mi fai schifo”, quando proprio questi ultimi due (coadiuvati da Romboni e Casanova) hanno fatto di tutto per rallentare l’olandese Hans Spaan, in lotta con un giovanissimo Capirossi per giocarsi il Mondiale 1990 delle 125.

(Hans Spaan che non la prese benissimo, come si evince da questo video)

Proseguendo poi per le migliaia di persone che si sono prese la briga di sindacare sul fatto che Marc Marquez fosse “un bimbominkia”, “un mezzo uomo”, un “pilota che non resterà nella storia del Moto GP” (mi dispiace darvi una delusione, ma Marquez ha già vinto 4 titoli mondiali. Get over it). Per tralasciare poi i fotomontaggi con Marquez e Lorenzo a sfondo sessista, che credo sia evidente a tutti che col motoGP c’entrano tantissimo.

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Esempio di livello di discussione con tifoso italiano di MotoGP

Ora, lungi da me unirmi al coro dei celebranti il titolo di Jorge Lorenzo (come ha fatto invece Max Biaggi, ribadendo una volta di più il suo status di rosicone nei confronti di Rossi). Avrei preferito che a vincere il mondiale fosse stato Valentino, perché è comunque un pilota italiano, e perché a me piacciono i piloti che emozionano, com’è stato Rossi in passato, come sono stati Casey Stoner, Marco Simoncelli, Kevin Schwantz, Randy Mamola, com’è Marc Marquez, se avete mai visto qualche gara di MotoGP negli ultimi 3 anni prima delle ultime tre. Ma credo, semplicemente, che per dar dietro alla deriva “diamo ragione a Rossi perché è italiano” si sia proprio perso di vista COMPLETAMENTE il nocciolo della questione. Proverò quindi a ribadirlo brevissimamente.

1 – Prima della gara della Malesia, Rossi cerca di destabilizzare psicologicamente Marquez perché teme (a ragion veduta) che gli possa portar via punti preziosi nella lotta al titolo mondiale. E fin qui ci sta, anche se nella gara precedente Marquez aveva superato Lorenzo all’ultimo giro, togliendogli 5 punti. Anche Iannone aveva superato Rossi, togliendo 3 punti al suo connazionale. E infatti lo sportivissimo pubblico italiano aveva tributato applausi al pilota Ducati, inondando la sua bacheca Facebook di insulti e minacce.

2 – Alla fine della gara della Malesia, Rossi viene riconosciuto colpevole di aver deliberatamente fatto cadere Marquez, reo, a suo modo di vedere, di ostacolarlo nel suo tentativo di inseguimento a Jorge Lorenzo. Non sfuggirà neanche ai più disattenti il fatto che anche questa gara sia stata vinta da Daniel Pedrosa, spagnolo, che ha tolto altri 5 punti a Lorenzo, suo connazionale, e che Rossi abbia comunque chiuso a 10 secondi da Lorenzo. Ah già, ma Marquez lo aveva “provocato”. Un po’ come fece Materazzi con Zidane, e infatti anche lì tutti gli italiani si schierarono con il capitano della Francia. Oh, wait.

3 – Nell’ultima gara, Marquez e Pedrosa hanno chiuso alle spalle di Lorenzo e davanti a Rossi, che aveva il passo di gara per finire al quarto posto e infatti lì è arrivato, al netto della rimonta che aveva compiuto dovendo partire ultimo per il gesto di cui al punto 2 (come diceva quel proverbio su chi è causa del suo mal…? Completatelo voi).

In ESTREMA sintesi, invece di incavolarsi con Rossi che è andato a cacciarsi in un angolo, minacciando complotti ai suoi danni al punto tale che nell’ultima gara – ma non prima, a conti fatti, forse si sono avverati (come fu per gli italiani nel 1990), noi italiani ci siamo rivelati ancora una volta un popolo di scarsa, scarsissima cultura sportiva. Solo che, a voler dire una roba del genere, sicuramente si passa da anti-Rossi. da Bastian Contrario. Pazienza, me ne farò una ragione. Mi piace però pensare di aver visto tutta la faccenda coi miei occhi, e non con un’opinione suggeritami da altri. Scusate se è poco.

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