Debutti

BBQuesto che posto qui di seguito è il mio primo articolo per il magazine online “Crampi Sportivi“. Si tratta di un pezzo un po’ lungo, su un argomento di cui già da qualche tempo avrei voluto scrivere qualcosa, il baseball USA. Quindi, ringrazio i ragazzi del sito per avermi concesso questo spazio, che ho cercato di sfruttare al meglio delle mie possibilità.  Cliccando su questo link potete leggere quel che ne è venuto fuori. Spero piaccia anche a voi leggerlo, così come è piaciuto a me scriverlo.

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Il quinquennio 1994-1998

Il quinquennio 1994-1998 è quello dei miei anni di liceo. È il periodo di cui Jeff Buckley diceva, ovviamente volendo essere provocatorio,

Sixties are bullshit. Seventies, almost big big bullshit. Eighties… I don’t even need to tell you; except for the Smiths, maybe… Get out of it… shit’s happening now; it’s all about now; now now now. Bigger, faster, sweatier, skinnier, whiter, blacker, Gracer.

Ed è anche quello in cui sono usciti questi dischi (in rigoroso ordine sparso).

1994
Dummy (Portishead), No Need To Argue (The Cranberries), Korn (Korn), Definitely Maybe (Oasis), Parklife (Blur), Monster (R.E.M.), MTV Unplugged in NY (Nirvana), Grace (Jeff Buckley), Dookie (Green Day), Protection (Massive Attack), Casa Babylon (Mano Negra)

1995
The Bends (Radiohead), Maxinquaye (Tricky), The Great Escape (Blur), What’s the story Morning Glory (Oasis), Mellon Collie and the Infinite Sadnes (Smashing Pumpkins)

1996
Evil Empire (Rage Against The Machine), Stoosh (Skunk Anansie)

1997
OK Computer (Radiohead), The fat of the land (The Prodigy), Blur (Blur), Portishead (Portishead), Attack of the grey lantern (Mansun)

1998
In the aeroplane over the sea (Neutral Milk Hotel), Mezzanine (Massive Attack), Moon Safari (Air), Adore (Smashing Pumpkins), System of a down (System of a down), Version 2.0 (Garbage), Sketches For My Sweetheart The Drunk (Jeff Buckley), Six (Mansun), Clandestino (Manu Chao), Bring it on (Gomez), Big Calm (Morcheeba), Follow the leader (Korn)

Tutto questo senza citare gli italiani. I Casino Royale, i CSI, Vinicio Capossela, gli Afterhours, i Marlene Kuntz, i Massimo Volume e tutti quelli di cui mi sto dimenticando.

Ora, alla fine di questo listone, la domanda è una sola: c’è, secondo voi, lo stesso fermento musicale anche oggi? Lo stesso livello di qualità? La mia risposta, ovviamente, è no:  questi (e molti altri) dischi, sono pezzi di storia della musica, legati ad un periodo particolare della mia vita, per cui tendo a considerarli – semplificando, e a rischio di non essere oggettivo – superiori a quello che sento oggi. Una risposta più articolata e più “oggettiva”, temo, la sapremo soltanto tra 20 anni o giù di lì, quando qualcuno che è stato al liceo tra il 2011 e il 2015 scriverà un post come questo…