Cinque momenti del 2013 che vale la pena ricordare

Siamo tutti abbastanza d’accordo sul fatto che il 2013 sia stato un anno decisamente impegnativo, per molti di noi brutto, per alcuni passabile, per altri un po’ meglio, ma ecco, la media, insomma, avrebbe senz’altro potuto essere migliore, se siete all’incirca miei coetanei, vivete in Italia e non campate di rendita e/o alle spalle di qualcuno.  Ci sono state tante giornate da dimenticare anche nel mio 2013, e quindi ok, quelle mi darò da fare per dimenticarle meglio (e al più presto) che posso.  Per fortuna, ci sono stati anche dei momenti da ricordare. Alcuni sportivi, altri personali, altri ancora legati ad avvenimenti pubblici. Li elenco qui in ordine crescente di importanza, dalla posizione 5 alla numero 1, per me, ad uso personale e di tutti quelli che passeranno di qui, per caso o con l’intenzione di leggermi.

5. Berlusconi condannato in via definitiva. La metto al numero 5 perché ok, non ci siamo certo liberati di lui. Ma almeno una parte della verità su uno dei personaggi più controversi – e, a mio modo di vedere, più raccapriccianti – di questi ultimi vent’anni di politica italiana, è stata scritta nero su bianco. Condannato a 4 anni per frode fiscale, ricordatevene la prossima volta che andrete alle urne e ci troverete ancora una volta la bandierina.

4. Il canestro di Dusan Sakota allo scadere di gara-6 dei playoff tra Siena e Varese. Per me, che tifo Varese. Per lui, perché per la sua storia personale (se non la conoscete, date un’occhiata qui) si meritava di poter avere ancora una volta le luci della ribalta su di lui. Per i tifosi della Mens Sana, che in quest’ultimo decennio hanno sviluppato una spocchia, per i numerosi trofei vinti, che oggettivamente non gli compete, soprattutto se paragonati agli albi d’oro delle nobili della pallacanestro italiana, tipo Milano, Varese, Cantù, Virtus Bologna. Non è bastato a vincere la serie, ma è stato il primo messaggio che spiegava ai tifosi biancoverdi che il vento, piano piano, stava cambiando.  Oddio, a dire il vero ci sarebbe anche la tripla di Ray Allen, in quell’altra gara-6, ma in questo caso ci sono state un numero sufficiente di celebrazioni, per Mr. He Got Game.

3. Il ritorno, da parte mia, ad un minimo di impegno politico. Le elezioni di Capolona prima, le primarie del PD poi, hanno risvegliato dal torpore in cui era sopito il mio interesse per le sorti della politica italiana.  Non ho mai, per usare un’espressione cara al nuovo segretario del Partito Democratico (per il quale, nel caso aveste dubbi, NON ho votato) “cambiato campo”. Ho solo pensato che prima, il campo fosse impraticabile, e quindi non ci fosse neppure modo di giocarla, la partita. Adesso me ne sto qui, in panchina, pronto a dare il mio contributo, se richiesto.  Ogni tanto, noto dei timidi segnali di risveglio. Hai visto mai.

2. I bei libri letti, i bei dischi ascoltati, i bei fumetti letti, nell’anno appena trascorso.  Troppo pochi, e troppo tedioso fare una classifica per tutti e tre i generi. Così ve ne segnalo solo uno per categoria. Per i libri, io credo che fareste bene a dare una chance a Stardust di Neil Gaiman. Per me, che non sono un appassionato del genere fantasy, questo libro è stata una (bella) sorpresa, magari lo sarà anche per voi.  Per la musica, ho recuperato un sacco di roba degli anni scorsi, ma poiché ho detto un disco solo vi dico I’m wide awake, it’s morning dei Bright Eyes (2005). Se non ci credete, provate ad ascoltare questa canzone qua. Per i fumetti, ho colmato una lacuna imperdonabile leggendomi Maus.  Un’opera d’arte, sulla quale non sono all’altezza di dilungarmi, quindi fidatevi e leggetelo e basta. Impossibile che ve ne pentiate. Come dite? Film? E chi ha tempo di guardare un film, con un figlio di due anni? Ne avrò visti si e no tre, quindi mi astengo.

1. Sarò banale, ma al primo posto, a livello personale, non posso che mettere tutti i momenti passati insieme ad Alessandro, dalle serate a giocare nella sua casetta, a quelle passate a leggergli i suoi libri preferiti, al corso di avviamento al nuoto e a tutto quello che ogni giorno l’esperienza di essere padre mi regala.  Ma volendo isolare UN momento, il 2013 sarà indubbiamente un anno da ricordare perché una sera, mentre stavamo giocando, Ale mi è corso incontro e, abbracciandomi le gambe, mi ha detto per la prima volta “babbo, ti voglio bene”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...