20 settembre

Avevo un paio di jeans, le Stan Smith bianche, una polo a maniche corte a righe orizzontali grigie e blu. A cena abbiamo mangiato petto di pollo fatto in forno e patatine fritte, ma non abbiamo finito di cenare. Le acque si sono rotte alle 21:20 del 19 settembre, la tua mamma è andata a farsi una doccia mentre io chiamavo in ospedale per sapere cosa dovevamo fare. Siamo partiti subito, poco dopo già facevamo il tracciato. I residui della cena sono rimasti sulla tavola, li ho buttati la notte del 21, quando ho anche messo il fiocco azzurro sopra la porta. Ho pranzato verso le tre e un quarto, un panino al prosciutto. Praticamente non ho cenato: ho mangiato solo quello che alla Marta non andava, e un pezzetto di panino al salame che si era fatta portare dallo zio Lorenzo dalla Bottega di Giacco. Ho preso un numero imprecisato di caffè. La notte del 20 sono andato a casa a mezzanotte, ma alle due ero ancora sveglio, e allora ho stampato la tua foto dal cellulare e l’ho messa sul comodino, e mi sono addormentato guardandola. La mattina alle sette ero già sveglio. Avevo la Clio grigia, che abbiamo venduto un annetto fa, ma per portarti a casa ho preso la Yaris della tua mamma, che aveva gli attacchi Isofix, solo che ero talmente emozionato, stanco e felice che ho combinato un pasticcio per montarli, e tua mamma si è seduta dietro con te per controllare che tutto andasse bene. Guidavo pianissimo, mi sentivo impacciato e guardavo continuamente nel retrovisore. Quando siamo arrivati a casa ho tirato un sospiro di sollievo.

Sei nato alle 19:19, dopo 22 ore di fatica per la tua mamma. E io mi ricordo tutto, di quel giorno.

Mi sembra passato un secondo, e invece oggi hai già due anni. Due anni della mia vita con te, i due anni più belli che la vita mi ha dato, perfino più belli di quanto avrei mai immaginato, e ti assicuro che me li immaginavo DAVVERO belli. Sei un bambino “impegnativo”, lo sappiamo. Eppure sei capace di infinite dolcezze. Quando ti siedi sulle mie gambe per farti leggere un libro e poi lo ripeti a memoria, quando mi segui su per le scale, quando vieni a prendermi mentre io sono ancora a tavola e mi dici “vieni a gioca’e”, quando cammini mano nella mano con me, quando sorridi mentre dò un bacio alla tua mamma. Oggi è il tuo compleanno, e io sono felice come se fosse la mia festa. In tantissimi sensi, in effetti, lo è.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...