A. T. Casentino – Insieme per vincere

I circoli tennistici di Poppi e Bibbiena hanno deciso di unire le forze per affrontare i campionati agonistici di questa stagione. Per ora si sono associati solo la parte agonistica, per domani chissà…

Non è la prima volta che lo diciamo in questa rubrica, e con ogni probabilità non sarà l’ultima: se è vero che nelle sfide sportive spesso vengono rinfocolati e accentuati i campanilismi, è altrettanto vero che lo sport e le associazioni sportive sono spesso i primi a saperli superare. È proprio questo concetto, dello sport che sa guardare oltre il campanile e al di là delle rivalità, ad essere alla base della nascita dell’Associazione Tennis Casentino, la neonata associazione sportiva che riunisce sotto un’unica insegna i settori agonistici per gli adulti dei due principali tennis club della nostra vallata, l’ Associazione Tennis Bibbiena e la Campaldino Tennis di Poppi, due associazioni attive ormai da cinquant’anni e con un numero considerevole di iscritti. Siamo andati a parlarne con Tiziano Lunghi, uno dei due presidenti dell’associazione, che sebbene sia quasi “neonata” ha già al suo attivo risultati di prestigio.

1. Tiziano, raccontaci come è nata questa nuova realtà del tennis casentinese.

L’Associazione Tennis Casentino è una “nuova nata” nel panorama tennistico, è vero, ma bisogna dire che l’idea di unire i due settori agonistici delle società di Poppi e Bibbiena risale a circa dieci anni fa. Diciamo che solo oggi si è riusciti a trasformare in realtà quello che da diverso tempo era un progetto che ronzava in testa da tanto tempo. Ad oggi, le due associazioni continuano ad esistere come entità separate, ciascuna con il proprio organigramma e la propria gestione economica, ma per quello che riguarda la parte agonistica degli adulti, si è deciso di provare ad “unire le forze”. Il direttivo dell’A.T. Casentino è composto da due presidenti e otto consiglieri, provenienti in ugual numero dalle due realtà. Ed i risultati, in questo senso, sono da subito incoraggianti. La prima squadra maschile ha ottenuto la promozione dalla D2 alla D1, la femminile è alla fase regionale della D3 e spera nella promozione in D2. Stiamo andando bene anche con le squadre “Over”, visto che la Over 45 si è qualificata per le finali regionali e proprio in questi giorni la nostra rappresentativa Over 60 maschile si è laureata campione regionale e parteciperà alla fase finale nazionale.

2. Ma si tratta di un percorso finalizzato alla sola parte agonistica o in futuro si potrà assistere alla nascita di un'unica associazione sportiva?

Certo è che, essendo infine riusciti a partire con questo progetto, c’è la volontà e lo stimolo per andare avanti, elaborando progetti congiunti: direi che possiamo già oggi affermare che per il futuro l'intento sarà quello di unire anche le Scuole tennis e il settore amatoriale dei due Club, tutti aspetti che ad oggi vengono gestiti separatamente dai due circoli. Inoltre, anche le iniziative collaterali potrebbero in futuro essere gestite congiuntamente. Del resto, se non ci fosse stato questo genere di pensieri, probabilmente non si sarebbe nemmeno partiti.

3. Avete dei progetti per il prossimo futuro per avvicinare i giovani alla pratica di questo sport?

Quello di incentivare la pratica sportiva dei giovani è sempre stato un punto centrale nell’attività dei due circoli tennistici, anche perché è proprio il ricambio generazionale a garantire che l’attività di un’associazione tennistica possa andare avanti. Ad oggi, tra Poppi e Bibbiena abbiamo dai 100 ai 110 ragazzi che praticano questo sport, una bella cifra. Ultimamente, purtroppo, è diventato un po’ più difficile instaurare un rapporto di collaborazione con gli istituti scolastici, perché l’iter burocratico è diventato più lungo e complesso, ma noi siamo decisi a non mollare su questo fronte. In questo genere di iniziative è fondamentale saper individuare il periodo giusto: se si parte troppo presto, c’è il rischio di non intercettare una parte di giovani che magari sono in vacanza; al contrario, se si esagera nel temporeggiare, i ragazzi potrebbero già aver optato per un altro sport. Pensiamo che una bella iniziativa, già fatta negli anni passati, è stata quella del “tennis in piazza”, che dà una grande visibilità al nostro sport e avvicina nuove leve che si incuriosiscono. Per non voler fare il passo più lungo della gamba, tuttavia, visto che i settori giovanili non sono unificati, l’organizzazione di questo genere di iniziative è in mano ai singoli circoli.

4. E con le altre realtà del Casentino, che tipo di rapporto c'è?

Da sempre, Bibbiena e Poppi sono i due “punti di riferimento” per chi fa tennis in Casentino, diciamo da Rassina a Stia. Vuoi per motivi “storici”, perché sono i due circoli attivi da più tempo, vuoi per motivi “logistici”, perché sono gli unici due aperti 12 mesi all’anno, vuoi per motivi di posizione geografica. Comunque i rapporti con le altre realtà del casentino sono ottimi, basti pensare al fatto che insegnanti che lavorano di base presso le strutture di Poppi e Bibbiena, da sempre hanno organizzato attività negli altri circoli, ad esempio in quelli di Stia e Pratovecchio.

5. Pensi che i risultati tutto sommato sottotono dei tennisti italiani del decennio passato abbiano un po' "disincentivato" i giovani ad avvicinarsi al tennis?

Negli anni ’80 e ’90, a spingere i giovani di allora ad avvicinarsi al tennis, c’erano degli atleti italiani che riuscivano ad ottenere risultati di eccellenza, dai vari Panatta e Barazzutti fino a Camporese, Gaudenzi e Sanguinetti, che anche grazie ai loro risultati in Coppa Davis con la maglia dell’Italia facevano parlare di tennis anche nei mass media. Poi questo tipo di spinta si è un po’ esaurito, ma mi sento di poter affermare che l'influenza dei mancati campioni italiani a livello professionistico non ha assolutamente condizionato l'avvicinamento dei giovani alla pratica del tennis, in considerazione di due aspetti. Innanzitutto perché oggi come oggi i modelli di prestazione internazionali tipo i vari Federer, Nadal, Djokovic eccetera hanno avvicinato i giovani di ogni nazionalità, facendo riconoscere il giovane in uno di loro a prescindere dalla nazionalità di origine. In secondo luogo perché comunque alcuni importanti risultati (vedi il settore femminile nella Fed Cup, con le tre vittorie ottenute dal 2006 ad oggi, e la finale di quest’anno ancora da disputare) sono stati raggiunti dai nostri giocatori. Abbiamo due giocatori come Andreas Seppi e Fabio Fognini che sono in orbita top 20 ATP, e che richiamano l'attenzione dei più giovani, grazie anche ai canali televisivi messi in onda dalla Federazione (Supertennis). Inoltre, la diversa strutturazione a livello giovanile messa in atto dalla Federtennis negli ultimi anni ha contribuito in maniera sostanziale a far crescere il movimento. Se prima infatti c’era solo un centro federale e tutte le energie venivano concentrate su quello, oggi con una strutturazione più ramificata nel territorio si riesce a portare avanti più giovani, che hanno quindi più tempo (e forse anche un po’ meno pressione) per poter esprimere appieno il proprio talento.

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