E Governissimo sia!

(Scritto ascoltando Giardini di Mirò – Unluck EP / tempo massimo di lettura 1'22")

Ovvero, non è tutto oro quel che luccica.

Quindi, da sabato abbiamo un governo. Ed è un Governo che ha a capo un esponente del PD, Enrico Letta. Uno dei migliori esponenti del PD, al netto di quelli impresentabili. "Bene così!", si dice da una buona parte dell'apparatschik PD. "Era l'ora!" fanno eco da altri cantoni. "Governo di alto profilo!" si affretta a giudicare buona parte della stampa.

E invece no.

Perché è un governo PD-PDL, innanzitutto. Con una buona parte dell'elettorato che grida (giustamente, secondo me) all'inciucio con Berlusconi (perché le grosse koalition, per farle, è bene che ci siano le condizioni, nella scena politica e nel Paese, e l'anomalia B. in questo senso mi sembra sufficiente ad inficiare la bontà di uno scenario simile, visto quante se ne sono dette reciprocamente in questi ultimi 20 anni.)
Perché è un governo con Alfano, quell'Alfano che il 12 marzo 2013 ha occupato il Palazzo di Giustizia di Milano per protesta contro la magistratura. E ora fa il Ministro dell'Interno.
Perché l'elettorato di centrosinistra non fa sconti, non ne ha mai fatti, e in tanti si ricordano benissimo la dichiarazione di cui all'immagine qua sotto:

Ve lo immaginate cosa potrebbe succedere se, per puro caso, questo Governissimo salverà per l'ennesima volta le terga di B.? Come faremmo a dar torto a chi già da qualche tempo grida all'inciucio?
Infine, perché non c'è stato nessun tipo di dibattito possibile neanche all'interno del PD stesso, su un argomento che pure aveva una certa importanza, se si considera che significava sconfessare la linea tenuta durante tutta la campagna elettorale.
Ecco, io in questo PD che somiglia sempre più a una nota canzone dei CCCP

fedeli alla linea anche quando non c'è
quando l'imperatore è malato
quando muore o è dubbioso o è perplesso
fedeli alla linea e la linea non c'è
fedeli alla linea e la linea non c'è
FEDELI ALLA LINEA

non ci credo, e sono sicuro che sono in tanti a pensarla come me. Però credo che sia possibile avere un PD diverso, quindi, alla fine, ho deciso di riprendere la tessera, perché voglio dire la mia e voglio farlo nelle stanze opportune.
Perché, come dice giustamente Pippo Civati, "chi non è d'accordo va ascoltato, non espulso".
E perché, in ultima analisi, anche i ministri validi che sono stati nominati in questo Governo (e ce ne sono, fortunatamente) rischiano di naufragare nella sfiducia generalizzata – ma non immotivata – che nel Paese è facilmente percepibile verso la classe politica tutta. Nei social network come nei bar.

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3 thoughts on “E Governissimo sia!

  1. anonymous ha detto:

    Manq writes:Ciao!Ho appena scritto pure io di cose simili, partendo da presupposti spesso diversi, ma arrivando alla medesima conclusione. :DCivati non ha certo torto, ma il dibattito secondo me c'è stato, solo che lui sta facendo un po' il furbetto. Almeno questa è l'impressione che ho io, da fuori.I mesi del governo Letta vanno sfruttati per ricostruire un partito forte e rinnovato dall'interno.Con le sue correnti e le sue differenze, ma senza ancore alla vecchia concezione politica di autoconservazione a tutti i costi.

  2. anonymous ha detto:

    Manq writes:Aspetta, io sono assolutamente pro Civati rispetto all'uscita fatta da Franceschini. Ci mancherebbe. E condivido che il "non c'è altro modo" messo lì a priori sia un grave male della sinistra recente.Però, sto giro, secondo me non c'era davvero altro modo. Si poteva fare meglio prima, in partenza, nel relazionarsi al M5S, sicuramente, ma una volta [auto]privatisi di quella strada, non c'era davvero altro da fare. Voto a parte, ma io resto dell'idea che il voto sarebbe stato peggio nell'ottica del Paese.Quindi sicuramente c'era modo di fare meglio, ma uno dei binari che hanno portato a questa situazione è indubbiamente la questione Prodi. Rodotà andava sostenuto prima di Marini e PRIMA/INVECE di Prodi, non dopo. Invece Civati, sbagliando i conti come tanti, ha avvallato il tentativo di vittoria in solitaria, rendendosi conto della necessità di un dialogo col MoVimento solo DOPO aver fallito.Poi da lì la storia la sappiamo, ma l'analisi politica va fatta sul prima a mio avviso.Con tutto che si stan facendo i conti senza considerare la schizofrenia di un movimento che lascia davvero poco spazio ai calcoli.Insomma, la posizione di Civati non è sbagliata o discutibile di per lei, ma pare quella di uno che è uscito dal coma ieri. Cosa che non è, mi pare. Onestamente, ho visto e sentito Civati sugli organi di stampa più volte in questi quindici giorni, che nel resto della sua carriera. Difficile sostenere "eh, ma nessuno mi ascolta". 😉

  3. borisvian ha detto:

    Ti dico la verità: da questa vicenda Civati ha sicuramente guadagnato in termini di visibilità, ma è comunque vero che la linea "no al governissimo" è indubbiamente condivisa da larga parte dell'elettorato PD, e questa cosa lui l'ha capita prima di altri e fatta sua. Però quando dice che Franceschini non può porsi nei termini di "chi non vota la fiducia al Governo Letta verrà espulso dal PD", ecco, io non trovo un solo motivo per dargli torto. Anche perché questa cosa del "dobbiamo fare così per forza, non c'è tempo per il dibattito" è una tattica che mi è capitato di veder usare anche nel mio piccolissimo. Spiace (per Civati) che sia stato lasciato SOLO nella sua decisione di non partecipare alla votazione, dopo tutti gli attestati di stima che gli sono arrivati in modo più o meno pubblico.

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