10 domande ad Antonio Zamberletti

Antonio Zamberletti è un giallista con all'attivo tre romanzi ("I morti non pagano", "I duri non piangono" e "Silenziosi nella notte", che compongono una trilogia incentrata sul detective Vincenzo Torres) ed un quarto in dirittura d'arrivo. Antonio Zamberletti è, soprattutto, l'ultimo autore di fumetti – in ordine cronologico – ad essere entrato nella "truppa" di Zagor, con la sceneggiatura de "L'uomo di Maverick", uscito in questi giorni e da me prontamente recensito. A Zamberletti, persona estremamente disponibile, abbiamo rivolto dieci domande, su Zagor e non solo. Buona lettura!

1. Antonio Zamberletti, dai romanzi gialli alle sceneggiature di Zagor: affinità e divergenze?

Poche affinità, tante divergenze. Tantissime. Un conto è scrivere un romanzo nato nella propria testa, una cosa completamente diversa è scrivere le azioni, i pensieri e le dinamiche di qualcuno creato da altri. L'unica affinità è l'azione, abbastanza simile in quasi ogni cosa che uno si mette a scrivere.

2. Dalla tua prima prova su Zagor emerge una profonda conoscenza del personaggio. Parlami un po' del tuo rapporto con lo Spirito con la Scure…

Rapporto di vecchia data, nato con La carovana dei disperati, a mio giudizio una storia tra le top ten della testata. Sono cresciuto pari passo con Zagor e Tex, mai schierandomi apertamente con nessuna delle due 'fazioni'. Ho smesso di leggere entrambi a metà degli anni ottanta, per poi riprendere dopo un po', dandomi da fare con le ristampe per recuperare il tempo perduto.

3. Il rapporto tra autore e lettore. Al giorno d'oggi, secondo te, quanto è cambiato il modo di scrivere di un autore? O, in altre parole, tramite forum, blog, social network eccetera, credi che i fan possano influenzare chi scrive un personaggio, magari al punto di farlo tornare sui propri passi?

Tornare sui propri passi quando si è già in edicola è un pò dura… Diciamo che i forum, i blog e via dicendo portano alla luce quello che venti o trent'anni fa non usciva dal garage dove i ragazzini leggevano i fumetti. Era anche quello una specie di forum, tutto sommato. A me piace quello, a me no e via discorrendo. Internet consente di sapere quello pensa un campione di lettori, tipo una specie di sondaggio d'opinione. Credo che un autore non debba farsi condizionare più di tanto nelle proprie scelte, che devono essere coerenti con quelle della casa editrice, ma deve però ascoltare con estrema attenzione i rumors, gli umori, i pareri, anche le critiche, cercando di capire se siano giustificate e, qualora lo siano, come rimediare. In fondo, i lettori ci pagano ed è giusto ascoltarli.

4. Sappiamo che ci sono tre storie tue di Zagor in preparazione, e mi piacerebbe tu ce presentassi brevemente in questa sede…

Tre in lavorazione, una delle quali praticamente in dirittura d'arrivo sul fronte disegni, a cura di Chiarolla. E' "Cacciatori di teste", una banda di feroci Dayachi in azione a Darkwood sotto la guida di un ufficiale inglese andato fuori di testa. Torna Duncan, il métis di altre due storie. Molta azione e molta caratterizzazione dei personaggi, soprattutto del cattivo. La seconda è una rivisitazione in chiave zagoriana della vicenda della Bestia del Gévaudan. Anche qui molta azione, due personaggi nuovi e molto carismatici, tra cui un'affascinante quanto misteriosa donna, vecchie leggende e antichi riti. Disegni di Torricelli. Il ritorno di Blondie, quello che sto scrivendo ora, verrà invece disegnato da Laurenti.

5. E un disegnatore con cui ti piacerebbe lavorare ancora?

Mi sono trovato bene con tutti. Nessuna preferenza. Sono tutti bravi, sennò non lavorerebbero in Bonelli…

6. Parliamo del personaggio-Zagor. Secondo te, qual è il segreto della sua longevità?

Zagor è avventura, spazi aperti e selvaggi, incontaminati, mistero. Nessuna di queste cose può morire…

7. E oltre a Zagor, ci sono altri personaggi bonelliani con cui vorresti cimentarti in futuro?

Ho scritto un Dampyr e ne sto inziando un secondo, uno speciale dalle forti tinte western. Per il resto, vedremo.

8. Negli ultimi anni, c'è stata una notevole "rivoluzione" in casa Bonelli: molti titoli hanno chiuso, e con la (piacevole) eccezione di Saguaro, si è deciso di puntare molto sulle miniserie, per venire incontro ad un mercato cambiato, con risultati qualitativamente molto buoni. Chi ti è piaciuto di più dei "nuovi arrivati", e chi rimpiangi maggiormente?

La collana Le storie è micidiale. Fantastica. Rimpiango Ken Parker.

9. Mettiamo un attimo da parte i Bonelli: quali sono secondo te i fumetti che ogni lettore dovrebbe avere nella propria libreria?

Mettere da parte Bonelli è un po' dura. Non saprei: gli altri che leggevo da ragazzino. I vari Commissario Spada, Blueberry, Aquila, Rosco&Sonny, Larry Yuma.

10. Ultima domanda doverosa: a che punto sei con la tua attività di giallista, dopo i tre romanzi già pubblicati?

Ho ultimato un lavoro one-shot, quindi non legato alla serialità degli altri tre. Un prodotto che non giudico, come tutto quello che scrivo, lista della spesa compresa. E' una spy story dal ritmo molto alto e con azione a palla. Nessun titolo, neppure provvisorio. A quello ci penserà l'editore. Vedremo…

(la foto dell'autore è tratta dal sito www.todaroeditore.com )

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