Come? Un non-renziano che appoggia un renziano?

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Cinque domande

(foto bestourism.com)

Il prossimo anno ci saranno le elezioni a Capolona, il comune in cui sono nato e in cui ho vissuto per i primi 28 anni della mia vita. Per la prima volta, il candidato a Sindaco del centrosinistra verrà scelto tramite lo strumento delle Primarie, in ossequio a quanto stabilisce lo statuto del PD. Ergo, quale migliore occasione per fare cinque domande ai contendenti, su temi che possono essere – a mio modestissimo avviso – di grande importanza per il futuro del mio paese natale?

1. In questo momento, la situazione occupazionale nel territorio capolonese è decisamente drammatica. Numerose fabbriche ed esercizi commerciali hanno chiuso, e anche se sono consapevole che la crisi è grave a livello mondiale, ai candidati a sindaco domando: quali strategie saranno messe in atto, per provare a rilanciare l’occupazione nel nostro territorio?

2. Proprio perché siamo in un periodo di crisi economica, e anche nelle amministrazioni locali ci sono sempre meno risorse, non sarebbe il caso di attuare una piccola spending review anche per quanto riguarda le casse comunali?

3. La raccolta differenziata porta a porta è stato uno dei fiori all’occhiello dell’amministrazione di questi ultimi anni, portando il Comune di Capolona ad essere il più “virtuoso” della Provincia di Arezzo in tema di percentuale di rifiuti riciclati. Ora che il servizio è “a regime”, non potrebbero essere concordate delle migliorie al servizio per i cittadini (come ad esempio l’invio di una guida al riciclo per tutte le famiglie, o l’aumento della frequenza dei ritiri per alcune tipologie di rifiuti, soprattutto nel periodo estivo)?

4. Il Comune di Capolona è ricco di bellezze, purtroppo non abbastanza valorizzate. Quali saranno le iniziative in programma al riguardo, per incentivare il turismo nel nostro territorio?

5. Tutte le frazioni lamentano una scarsa attenzione nei loro riguardi, dalle più grandi alle più piccole. Una maggior cura del territorio, nell’ottica di renderlo più vivibile e al tempo stesso più curato, è una delle chiavi per valorizzare Capolona e le sue frazioni. Ma come si procederà, in concreto?

Queste sono delle domande, ma al tempo stesso anche degli spunti per il programma elettorale, perché – sempre a mio modesto avviso – il futuro di Capolona si gioca anche su questi cinque punti. Nel caso in cui i candidati decidano di rispondere, le risposte verranno pubblicate su questo blog. 🙂

Capolona al voto… ma come ci arriverà?

Articolo pubblicato su Casentino Più, novembre 2012

Il comune più a sud del Casentino è l’unico che andrà al voto il prossimo anno, quando ci saranno anche le elezioni politiche. Il sindaco Brogi termina il suo secondo mandato, ma ancora non è chiaro chi sarà il suo successore. Né, soprattutto, come il PD intenda scegliere il proprio candidato a sindaco…

Si scaldano i motori, a Capolona, in vista dell’unico confronto elettorale in programma per la prossima primavera nei comuni della nostra vallata. A pochi mesi dal voto, tuttavia, la situazione appare tutt’altro che definita. Negli opposti schieramenti non ci si sbilancia ancora molto, come sempre in questi casi, ma quello che trapela lascia intuire che nel comune del basso Casentino il confronto sarà serrato.
Cominciamo, com’è ovvio, dalla maggioranza. Da oltre trent’anni, a Capolona il sindaco è stato eletto dal centro-sinistra, a volte anche senza “centro”. Il candidato sindaco, in tutto questo periodo, una volta che il predecessore era giunto al termine dei mandati, è sempre stato scelto tra i membri della giunta uscente. Per la prima volta, questo “schema collaudato” potrebbe saltare il prossimo anno. Il sindaco uscente, Marco Brogi, è al termine del suo secondo mandato e non potrà ricandidarsi. I nomi che in queste settimane sono sulla bocca degli “addetti ai lavori”, tuttavia, non comprendono nessuno degli attuali assessori della giunta attuale. Una giunta che sta compiendo il proprio percorso non senza difficoltà, va detto. A partire dal risultato elettorale, quel 49,5 % con cui venne eletto il sindaco Brogi nel 2008, che stona non poco se paragonato al risultato del primo mandato, in cui la coalizione di centro-sinistra ottenne un ben più roboante 68,6%. Ad analizzare i numeri, tuttavia, ci si rende conto che quattro anni fa non ci fu un reale “travaso di voti” verso l’altra parte politica, visto che il candidato Socialista, Aldo Buonavita, personalità molto in vista a Capolona, ottenne con la propria lista quasi il 16% dei voti, catalizzando anche una parte di “scontenti” di centro-sinistra. La maggioranza in consiglio comunale, peraltro, è passata dagli 11 consiglieri eletti a inizio legislatura agli attuali 9, con l’uscita dei due ex-PD Bertini e Ciolfi, che garantiscono un appoggio “esterno” al Sindaco Brogi in coerenza col mandato elettorale, riservandosi di valutare i singoli provvedimenti della giunta caso per caso.
Un’amministrazione, quella di Capolona, che ha avuto in questi cinque anni alcuni indubbi meriti e non pochi momenti difficili, che qui sarebbe troppo lungo elencare in dettaglio. La popolarità tra del Sindaco Brogi, peraltro, è sempre stata oggetto di discussione all’interno della maggioranza. Ma queste sono cose che possono succedere, in un’amministrazione comunale, in questi anni di ristrettezze in cui i tagli dai governi centrali, indipendentemente dal loro colore politico, sono all’ordine del giorno.
E nell’opposizione? Per ora anche dall’altro lato è un po’ tutto in divenire. I cinque consiglieri di opposizione fanno riferimento a tre liste diverse. I Socialisti potrebbero rientrare in una ipotetica coalizione col PD, anche se in questo senso grossi segnali di apertura in questi anni non si sono visti. Il PDL sente che potrebbe essere una buona occasione per provare a vincere le elezioni, ma non sembra aver ancora definito una strategia, né tantomeno aver trovato una “quadratura del cerchio” a livello di coalizione, soprattutto nei rapporti con La Destra, che alle scorse elezioni ha di fatto sottratto un gran numero di voti al principale partito di opposizione. Inoltre, a livello nazionale le acque sono ancor più agitate, e il gradimento verso questo partito è ben lungi dall’essere ai massimi storici, per usare un eufemismo. Ad oggi sembra difficile immaginare che si possa ricomporre la frattura tra i due schieramenti, ma in politica, si sa, è azzardato saltare a conclusioni affrettate. L’attività di opposizione, in virtù di questa frammentazione, in questi quattro anni, è stata pertanto incisiva, ma non come avrebbe potuto.
Posto che comunque, in un comune di poco più di 5000 abitanti, non è che un “passaggio di consegne” politico faccia cambiare le cose come dal giorno alla notte, i grandi temi sul tavolo, sui quali si giocherà buona parte del futuro di Capolona e di tutto il basso Casentino, sono sostanzialmente due. Il primo, su cui negli ultimi anni si sono purtroppo registrati dei notevoli passi indietro, è quello dell’unione dei servizi col comune limitrofo, Subbiano. Nel 2003, i due comuni di fondo vallata, insieme a Castiglion Fibocchi, avevano avviato un percorso che aveva portato all’apertura di un Ufficio Unico dei tre comuni, che gestiva congiuntamente diversi aspetti, come Scuola e Politiche Sociali, potendo usufruire di contributi della Regione Toscana volti ad incentivare questo tipo di accorpamenti. Successivamente, l’Ufficio Unico venne chiuso e le competenze ri-trasferite ai singoli comuni, col risultato che il percorso che doveva portare all’unione dei due Comuni ha subìto di fatto un brusco rallentamento, e anche se oggi si parla di referendum per unire i due comuni, la realtà dei fatti è che i rapporti tra le due amministrazioni sono notevolmente peggiorati in questi ultimi anni. Probabilmente i cittadini di Capolona e Subbiano sono più pronti ad una unione dei loro due Comuni di quanto non lo siano le forze politiche. Chiunque sarà il futuro Sindaco di Capolona, non potrà fare a meno di confrontarsi con questo tema. Il secondo, che è un tema che riguarda la politica capolonese in particolare ma che non si ferma a Capolona, è il recupero di un rapporto coi cittadini che mai come oggi sembra essersi perduto. La politica dei paesi viene sempre più percepita come un qualcosa che viene deciso da pochi all’interno di segrete stanze; il contatto coi cittadini, specialmente con quelli più giovani, avviene sempre più di rado e prevalentemente tramite l’associazionismo, e non in forma “diretta”. In questo senso, il PD avrebbe un’arma in più: lo strumento delle primarie, previsto dallo statuto nazionale, è con ogni probabilità il modo migliore per ridurre la distanza di cui dicevamo sopra. A Capolona, però, al momento in cui scriviamo il presente pezzo il Partito Democratico sembra non volersi avvalere di questa modalità di scelta per il proprio candidato a sindaco. Anche se questo potrebbe voler dire che gli elettori si potrebbero trovare a scegliere tra più candidati della stessa parte politica, magari con un candidato “ufficiale” del PD e una o più liste civiche. La pagina Facebook “Primarie Capolona” ha la bellezza di 1244 contatti, ma nessuna risposta, né ufficiale né ufficiosa, alla domanda per cui questa pagina è nata. Le primarie, ad oggi, a Capolona potrebbero anche non farsi. Non sarà facile spiegare il perché, ai capolonesi che a fine novembre voteranno per uno tra Bersani e Renzi…