Nuova rubrica su AM


(articolo pubblicato oggi su Amaranto Magazine)

Parte con questo pezzo una rubrica, dal titolo "non siamo mica gli americani", dedicata alle curiosità della serie D, questo mondo che dovrebbe rappresentare il livello più alto del calcio dilettantistico italiano, e che spesso invece presenta storie e situazioni che hanno dell’inverosimile. Come diceva un magazziniere dell’Olimpia Milano, in occasione della sfida tra le Scarpette Rosse (che tra l’altro sono la società più titolata della pallacanestro nostrana) e i New York Knicks di un paio d’anni fa, “ma noi tutti ‘sti asciugamani non li abbiamo mica!”, proprio a voler sottolineare il divario tra due modi di vivere e organizzare lo sport, così grande da farlo sembrare appartenente a due mondi diversi.
E allora succede anche che alla prima di campionato, a Ponte a Egola, per la sfida tra il Tuttocuoio e il Riccione, si presenti non UNA ma DUE squadre avversarie. E che nessuna delle due voglia fare un passo indietro, in quanto tutte e due accampino il diritto di essere LA squadra di Riccione, iscritta al campionato di serie D 2012-2013. Così, il tutto è finito in rissa, con tanto di intervento dei carabinieri per sedare i bollenti spiriti delle due squadre “gemelle”, e l’arbitro che salomonicamente, ha mandato tutti a casa assegnando la vittoria a tavolino per 3-0 al Tuttocuoio. La vicenda avrebbe del pirandelliano, se non fosse che c’è un contenzioso legale in ballo, con le due società, una capeggiata da Paolo Croatti e l’altra da Lauro Galli, che ritengono entrambe di avere i diritti sul titolo sportivo della società romagnola.
La Lega Calcio di serie D, comunque, è riuscita a dirimere la questione prima della seconda di campionato, sostenendo che il “vero” Riccione sia quello del gruppo Croatti-Orefice, che per la cronaca era anche quello che era arrivato per primo a Ponte a Egola. Prima uscita “ufficiale” del Riccione: 6 nane (a zero) a domicilio dalla Pistoiese, che ringrazia per le diatribe legali e porta a casa i tre punti.

Per tornare un attimo al di là dell’Oceano, qualche anno fa si contendevano la stessa divisa anche Peter Parker e Ben Reilly, che ritenevano a vario titolo di essere entrambi il vero Uomo Ragno. Dopo aver tentato di risolverla a toppe, hanno optato per un test del DNA, poi smentito successivamente. O, in ambito sportivo, succede talvolta che le squadre cambino città: c’è un caso, abbastanza famoso, che riguarda ancora una volta il basket NBA. A Minneapolis, città situata nella regione dei Grandi Laghi, venne fondata una squadra di pallacanestro a cui venne dato il nome di “Lakers”, lacustri in inglese. Questa squadra, che dominava il basket americano negli anni '50, venne poi trasferita a Los Angeles, dove di laghi non ce n’è neanche l’ombra, mantenendo comunque il nome, a questo punto assai bizzarro, di Los Angeles Lakers. Ecco, a questo punto una soluzione per la disfida di Riccione potrebbe essere, che so, di far traslocare una delle due squadre: nulla vieta, a quanto si sappia, di chiamare “Riccione” una squadra che abbia sede, per dire, a Paperino, in provincia di Prato. Sempre che, in tal caso, non si arrabbi qualcuno della Disney…

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