EMANUELE GIACCHERINI: ALLA CONQUISTA DEL CALCIO ITALIANO

Il giovane di Talla, che è stato una promessa mantenuta nelle giovanili del Bibbiena, ci insegna come si possa passare dalle sfide col Poggibonsi o la Sansovino a battere il Milan in poco più di tre anni. Il segreto? Credere sempre in sé stessi.

13 maggio 2007: il Bellaria Igea Marina batte il Gubbio per 1-0 in trasferta con un gol del difensore Christian Jidayi e conquista una salvezza all'ultima giornata che fino a poche settimane prima sembrava quasi impossibile. Emanuele Giaccherini in questa stagione ha totalizzato solo sette presenze e due reti, penalizzato da un grave infortunio, e medita di abbandonare il calcio professionistico. In serie C2 ha già trascorso tre campionati, e dopo essere andato a segno 20 volte nel campionato Primavera con la maglia del Cesena, sente di aver perso un po' il feeling con il gol: solo quattro reti per lui, in questi anni, poi lo stop, e la prospettiva di tornare a Cesena e trovare altre porte chiuse. Ma un po' il supporto degli amici e dei fan, un po' l'amore per il calcio, Emanuele va avanti e disputa un'altra stagione in C2, con il Pavia. Quella stagione, poi, si rivelerà decisiva per la carriera del giocatore di Talla.
17 maggio 2009: con il pareggio per 0-0 al Bentegodi contro il Verona, il Cesena conclude il campionato di Prima Divisione al primo posto, e riconquista la serie B dopo un solo anno di assenza. Giaccherini in quella squadra è titolare fisso, con 29 presenze e 5 reti diventa uno degli idoli dei tifosi bianconeri.
8 maggio 2010: sono passati tre anni da quella vittoria a Gubbio, ed Emanuele Giaccherini segna una doppietta contro il Padova che si rivelerà decisiva per la promozione in serie A del Cesena, che in questi tre anni non solo si è accorto di lui, ma per quelle strane vicissitudini che avvengono a volte nel calcio come nella vita, ha deciso che il giovane attaccante casentinese era uno degli uomini su cui puntare nella scalata verso la massima serie. Pochi giorni dopo, Emanuele ci concede un'intervista, in cui ci confessa che il suo più grande sogno in senso sportivo sarebbe quello di giocare in serie A. Un sogno destinato ad avverarsi, adesso lo sappiamo.
Passa ancora un anno, siamo al 15 maggio 2011. Il Cesena batte il Brescia 1-0 e si guadagna la permanenza nella massima serie. Indovinate chi ha segnato il gol della vittoria, e della matematica salvezza? Ancora lui, ovviamente.
In tutto questo – ma ci sarebbe molto altro da raccontare – c'è il passato della carriera di questo ragazzo della nostra vallata. Oggi, come tutti certamente saprete, Emanuele Giaccherini è un calciatore della Juventus, uno dei club calcistici più prestigiosi del mondo, che lo ha ingaggiato dal Cesena nell'agosto dello scorso anno. Il presente di Emanuele è luminoso ed è il giusto premio per i sacrifici che ha saputo fare questo ragazzo, che si è meritato l'approdo in serie A grazie al lavoro, alla gavetta e all'umiltà di non sentirsi mai arrivato. Alla Juventus Emanuele ha saputo ritagliarsi un posto in squadra, nonostante la concorrenza di giocatori importanti e dal nome altisonante, ma Antonio Conte è un allenatore che non guarda in faccia a nessuno, e lui è uno che nella sua carriera ha sempre saputo guadagnarsi tutto. Come già ci raccontò un anno e mezzo fa, nella sua carriera ci sono stati tanti momenti duri e nessun regalo. Così Giaccherini è partito come una riserva, ma piano piano ha trovato spazio, minuti, e come sempre è accaduto nella sua carriera, i gol. Il primo, al Bologna, negli ottavi di finale di Coppa Italia, al novantesimo, determinante per portare la partita ai supplementari, che poi significheranno la qualificazione per i bianconeri. Il secondo, in campionato, con l'Atalanta, per la vittoria che ha riportato il titolo di campione d'inverno a Torino dopo sei anni. Poi di nuovo gol in Coppa Italia, contro la Roma. Che tra l'altro non è stata la sua prima vittima illustre, visto che il suo primo gol in serie A è stato segnato in una storica vittoria del suo Cesena contro il Milan, che solo pochi mesi più tardi avrebbe vinto il campionato.
La storia di Giaccherini è talmente bella da essere un esempio per tutti. Nel momento più duro e sconfortante della sua carriera, Emanuele prende la decisione più difficile, quella di non mollare. Così, nei successivi quattro anni, c'è stato un salto di categoria ogni stagione. Dalla C2 con il Pavia, da protagonista, con la fiducia ritrovata, alla scalata dalla C1 alla serie A con il Cesena, alla salvezza della scorsa stagione, alla consacrazione di questa stagione, con la maglia della Vecchia Signora. Il destino tra l'altro ha dimostrato di possedere una notevole ironia, nei confronti di Emanuele, interista da sempre e con Ronaldo come idolo d'infanzia, riservandogli la definitiva consacrazione proprio con la maglia dei rivali di sempre della “sua” Inter.
Mancherebbe solo un tassello, a questo puzzle perfetto: la maglia azzurra. Prandelli, poco dopo il suo esordio in serie A col Cesena, ammise che Giaccherini era uno dei giocatori seguiti dallo staff azzurro. La convocazione, tuttavia, non è mai arrivata, e in una recente intervista ad un quotidiano nazionale la risposta dell'esterno casentinese è stata abbastanza secca, in merito: “la Nazionale? Non scherziamo, io penso soltanto alla Juve.” Salvo poi aggiungere “Poi chissà che, facendo bene in bianconero, non arrivi la chiamata di Prandelli”. Quando ancora giocava in serie B, ci disse che non bisogna mai mettere un limite ai propri sogni, e che nel corso della carriera bisogna sempre cercare di migliorare. Uno dei segreti di Giaccherini, forse, è stato proprio quello di non accontentarsi mai, di non sentirsi mai arrivato, né a 16 anni quando era protagonista in Promozione, né a Cesena quando è stato uno dei migliori marcatori del campionato Primavera, né quando è arrivato in serie A dopo quattro stagioni in C2, né adesso che è un giocatore della Juventus. Del resto, in quel campionato primavera di qualche anno fa, un certo Alessandro Matri segnava meno di lui, e adesso è uno che in azzurro ci è arrivato per restarci in pianta stabile.

Ora è tutto il Casentino a sognare con Emanuele Giaccherini. Un ragazzo che ci ha ricordato come la determinazione venga prima dei mezzi fisici, come la voglia di fare sia più importante del talento e della fortuna, e come non bisogna mai smettere di lottare per i propri obiettivi. Una lezione di vita, ancor prima che di sport. Ma in questa storia c'è ancora una data importante da ricordare: il 25 ottobre 2011, nella vita di Emanuele Giaccherini è arrivata la piccola Maria. Per lui, 26 anni, di professione calciatore, questa sarà stata di sicuro la più emozionante delle vittorie. Per questo, e per tutto il resto, gli facciamo i nostri migliori auguri.

(articolo pubblicato su Casentino Più, Marzo 2012)

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