CASENTINO CALCIO FEMMINILE: L’ALTRA META’ DEL… CALCIO.

Lo scorso anno, Casentino Più tenne a battesimo la nascita della neonata società sportiva “Casentino Calcio Femminile”, che per la prima volta si presentava ai nastri di partenza del campionato toscano di serie D. Terminato il primo anno con un bilancio che può sicuramente essere considerato positivo, con un bilancio che parla di ultimo posto evitato (una rarità per le squadre al primo anno), di due vittorie e un pareggio ottenuti, e soprattutto con uno spirito di gruppo che ha avuto modo di cementarsi dopo le ovvie difficoltà iniziali, i preparativi per il secondo anno sono già iniziati. Così siamo tornati ad incontrare le ragazze in rosa e blu del CCF, presso il gazebo da loro allestito in centro a Poppi nell'ambito dell'edizione di quest'anno di “Casentino Love Affair”, per parlare con loro di quello che era successo nel primo anno, dei progetti per la stagione che verrà, dei pensieri e delle sensazioni che il rettangolo verde è in grado di trasmettere, non solo agli uomini, come provano queste ragazze con il loro entusiasmo.

Cominciamo dall'annata appena conclusa. Più luci che ombre, tutto sommato, no?

Sicuramente come primo anno è stato positivo, sia per quanto ci riguarda, sia per quello che ci hanno detto le nostre avversarie: spesso infatti, alla fine della partita, le avversarie ci raccontavano i loro “primi anni”, fatti di sconfitte con tantissimi gol di scarto e con pochissimi gol segnati, di campionati conclusi a zero punti e via dicendo. E quindi, nonostante i momenti difficili che purtroppo ci sono stati, il bilancio è comunque positivo. Anche perché il rapporto tra di noi è sempre rimasto forte, anche quando ci sarebbe stato qualche motivo per farsi prendere un po' dallo sconforto. Forse è proprio grazie a questa nostra coesione che siamo riuscite ad ottenere questi risultati, e ci presentiamo al via del prossimo campionato intenzionate a fare meglio dell'anno passato. Certo che il campo da calcio è davvero parecchio grande, se lo vedi da dentro!

Come sono stati, se ci sono stati, i rapporti con le altre realtà aretine?

Con le squadre che erano nostre avversarie praticamente non abbiamo avuto rapporti, ma forse era prevedibile. L'unica società con cui abbiamo avuto dei contatti è stata l'Arezzo Calcio Femminile, che ci ha dato in prestito una giocatrice. Ci ha fatto piacere comunque avere il sostegno della gente, sia in termini di sponsor sia di semplici sostenitori e simpatizzanti. Il nome “Casentino Calcio Femminile” era stato scelto proprio per rimarcare la nostra appartenenza a tutta la vallata, e in questo senso ha funzionato.

Cosa ricorderete con piacere di questo primo anno? E cosa, invece, preferirete dimenticare?

In primo luogo ci piace ricordare e sottolineare il calore e l'affetto con il quale il pubblico ci ha sempre seguite e sostenute, sia con il buon numero di spettatori nelle partite casalinghe sia accompagnandoci nelle trasferte. Poi, le due partite vinte in casa: la prima vittoria che non si scorda mai, la seconda perché è giunta al termine di una partita tiratissima, terminata col punteggio di 2-1. Anche il pareggio in trasferta è stato memorabile: alla fine del primo tempo eravamo sotto per 3-0, quindi rimontare fino al 3-3 e agguantare il nostro primo punto fuori dalle mura amiche ci ha dato una grande gioia. Fuori dal campo, siamo state felici per l'attenzione mostrata nei nostri confronti. La risposta della gente alla festa organizzata dalla nostra società è stata ottima, e nel corso del campionato siamo stati anche invitati da Teletruria a partecipare ad una puntata della trasmissione sportiva “Block Notes”.
Le “note dolenti” in senso sportivo sono state ovviamente le sconfitte: non si va mai in campo per perdere, e uscire sconfitte brucia sempre e comunque, anche se possiamo dire di essere sempre uscite a testa alta. Anche gli infortuni che sono capitati ad alcune di noi, soprattutto quelli gravi, sono certamente da ricordare tra le cose negative. Comunque di tutte le esperienze bisogna fare tesoro per il futuro.

Il momento più difficile dell'anno passato?

A gennaio, quando abbiamo avuto un periodo in cui eravamo senza allenatore, abbiamo rischiato di “andare allo sbando”, ma per fortuna ci siamo subito riprese, anche grazie all'arrivo del nuovo mister. Dopo un periodo iniziale di apprendistato, dove dovevamo definire alcuni aspetti basilari del gioco, come ad esempio il ruolo in cui ci trovavamo più a nostro agio, le partite invernali, con campi spesso al limite della praticabilità, ci hanno causato non pochi problemi, forse anche perché l'importanza della preparazione atletica precampionato era stata un po' sottovalutata. Probabilmente lavorando meglio nel periodo precampionato anche alcuni infortuni avrebbero potuto essere evitati. Ma non serve a niente tornare a rivangare quello che non è stato fatto. Basta dire che non ripeteremo quest'errore l'anno prossimo.

I preparativi per il secondo anno sono già iniziati, insomma.

C'è da dire che non ci siamo mai fermate del tutto, visto che fino a giugno abbiamo continuato ad allenarci regolarmente e a luglio abbiamo partecipato ad un torneo di calcio a cinque organizzato dall'Associazione Mauro Grifoni, al quale abbiamo deciso di iscriverci anche perché si trattava di una manifestazione sportiva a scopo di beneficenza. Faremo una pausa solo durante il mese di agosto, ma dal 5 settembre cominceremo la preparazione atletica, che andrà avanti per tutto il mese. Il campionato comincerà ai primi di ottobre, e abbiamo tutta l'intenzione di partire col piede giusto!

Quali sono le novità rispetto alla scorsa stagione?

Di sicuro un'importante novità è l'arrivo di nuove giocatrici, visto che con una rosa più ampia avremo modo di gestire meglio le eventuali assenze o infortuni che dovessero esserci nel corso del campionato. Inoltre è possibile sostenerci (anche dal punto di vista economico) sottoscrivendo la tessera di socio sostenitore della CCF. A differenza dell'anno passato, siamo sicuramente più preparate a quello che ci aspetta, e anche se è importante giocare e divertirsi, faremo di tutto per migliorare quanto fatto lo scorso anno, cosa sicuramente alla nostra portata visto che quest'anno siamo una realtà più strutturata. Ad esempio, abbiamo un preparatore dei portieri (che lo scorso anno non avevamo), e abbiamo deciso di non partecipare alla Coppa Toscana, un po' per motivi pratici e un po' per concentrarci al meglio sul campionato. L'obiettivo sarebbe arrivare tra le prime cinque del campionato, anche se siamo una squadra giovane (abbiamo l'età media più bassa del girone) e ci sarà tempo per fare meglio anche in futuro, se non dovessimo farcela quest'anno. Infine, nei limiti del possibile, verrà introdotto anche un po' di rigore disciplinare, per chi salta allenamenti o non si presenta alle partite. Questo ovviamente non per punire nessuna di noi ma per far capire che la presenza agli allenamenti è di fondamentale importanza sia per la partita sia per limitare il rischio di infortuni gravi. Infine, una novità di tipo logistico riguarda lo stadio che ospiterà le nostre partite casalinghe: lo scorso anno eravamo all'”Aldo Zavagli” di Bibbiena, quest'anno invece giocheremo all'”Elvi Zoccola” di Soci.

Quali sono, secondo voi, i “segreti” per fare bene?

In realtà non esistono veri e propri segreti, ovviamente. Sicuramente è importante prepararsi al meglio, come abbiamo già detto, e anche l'unione dello spogliatoio può fare la differenza. Nel corso della stagione passata, il rapporto tra compagne di squadra, nato a volte proprio nello spogliatoio, è proseguito anche frequentandosi al di fuori di partite e allenamenti e ha fatto nascere amicizie nuove. Poi è anche una questione di mentalità: a perdere non ci sta nessuno, e anche se lo scorso anno siamo state tra le squadre più corrette del girone con solo due ammonizioni prese in tutto l'anno, non ci siamo mai risparmiate. Se non altro, eravamo convinte che avremmo vinto il premio per il fair play, ma non ne abbiamo saputo più niente… Scherzi a parte, comunque, è solo quando si sono create tutte queste condizioni che si può cominciare a lavorare seriamente sui dettagli. Come ad esempio un lavoro più approfondito sulla tattica, o i tanti rigori sbagliati lo scorso anno: non c'era stato proprio modo di lavorare su questo aspetto, ma per questa stagione dovremo fare in modo di trovarlo! Rispetto alle altre squadre del girone, forse ci manca qualche elemento di esperienza, che quasi tutte le altre squadre invece hanno. Ma non ne facciamo un dramma, anzi: la nostra giovane età deve diventare un'arma in più!

Per finire: per il futuro cosa avete in mente?

Siamo una società piccola e come tutti viviamo anche un po' alla giornata, anzi, speriamo che questo articolo ci sia d'aiuto sia per trovare nuove leve sia per trovare qualcuno che ci dia una mano anche dal punto di vista economico. Per il futuro ci piacerebbe provare anche a tirare su una squadra juniores, sia perché il settore giovanile è quello che ti permette di formare in casa le nuove giocatrici, sia perché si sa che chi inizia a giocare a calcio fin da bambino è poi avvantaggiato negli anni. Ma non è facile, perché è uno sport che richiede un grande spirito di sacrificio, sul campo e fuori, forse anche più grande di quello del calcio maschile: giocando in un campionato regionale, a volte capita di fare delle trasferte anche abbastanza lunghe, quindi il fine settimana è praticamente “compromesso”. Se non c'è la passione, anche questo aspetto può diventare un ostacolo.

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