scattered reflections, sul giornalismo, ma anche “embè?”

Dopo essere entrato, ovviamente in punta di piedi, nell'Ordine dei Giornalisti, è giunto il momento per alcune riflessioni sparse, che articolerò in tre punti, e che in qualche modo c'entrano con questo strano mestiere che consiste nel mettere parole in fila pensando che quanto si dice possa interessare qualcuno.

Punto primo: Na Li vince il Roland Garros Una premessa è doverosa: non so se questa osservazione l'ha già fatta qualcun altro prima di me, ma tant'è. Na Li è la prima tennista cinese a vincere una prova del Grande Slam, battendo la nostra connazionale Francesca Schiavone, dopo che aveva perso la finale degli Australian Open. E qui finisce la parte "embè" di questa mia elucubrazione. Na Li, a differenza delle superstar del tennis degli ultimi (facciamo 15?) anni, vestiva un completo di una famosissima azienda, che con ogni probabilità era stato prodotto nel suo paese. Lo sponsor tecnico, ovviamente, non è cinese. Ma in qualche modo, questo è un cerchio che si chiude. In modo un po' amaro, considerando quanto vengono pagati gli operai a cui viene subappaltata la produzione dei completi da tennis della campionessa cinese. E dire che io da bambino andavo matto per i completi da tennis: quando mi comprarono quello di Stefan Edberg (che se non sbaglio aveva uno sponsor tecnico italiano, correggetemi se ricordo male), ero al settimo cielo. Ma del resto nel tennis di oggi non esistono più gli Stefan Edberg. E il baricentro di tutto si sta spostando, come dicevano i Timoria, verso oriente.

Punto secondo: Michele Santoro viene "licenziato" dalla RAI, tutti si indignano. E qui – con risp. parl. – l'embè ce lo metto io. Ma sapete quanti ce ne sono in giro di giornalisti che si fanno il mazzo, lavorando a gratis o quasi, per fare lo stipendio ANCHE a Santoro? Santoro è un grande professionista – che non ha saputo resistere alla tentazione di mischiare politica e giornalismo, facendosi eleggere europarlamentare salvo poi rinunciare all'incarico "perché non aveva abbastanza tempo per esporre i propri concetti" – ma è anche un giornalista che è tornato alla conduzione in RAI grazie ad una sentenza di tribunale in suo favore. Ora, a costo di passare da rosicone, ma per quanti giornalisti pensate che potrebbe verificarsi una situazione analoga? E se chi è in una posizione da privilegiato non fa niente per dare una mano agli "schiavizzati", quale futuro può mai avere questo lavoro? (il riferimento a Pansa è puramente voluto, e rispedito a lui medesimo)

Punto terzo: come fare un articolo da 10000 battute quando non hai a disposizione l'intervistato. E qui l'embè è grosso come una casa, visto che è una cosa che è capitata a me, proprio in questi giorni. E ho scoperto, oltre (unitamente?) a vedere i primi capelli bianchi, di avere in qualche modo "interiorizzato" alcuni trucchetti del mestiere. Il pezzo l'ho scritto lo stesso, senza intervista, ed è stato "accettato" alla prima, cosa della quale non ero affatto certo prima di inviarlo. Ora è il momento di lavorare sui termini ripetuti, il mio tallone d'Achille da sempre, e poi potrei quasi cominciare a definirmi un giornalista, senza lo pseudo- davanti. Embè?

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