MTB Race Subbiano, passione casentinese

da Casentino Più, febbraio 2011

Esistono fondamentalmente due modi di andare in bici: su strada e fuori strada. Deve essere stata questa, alla fine degli anni sessanta, la considerazione che ha portato Gary Fisher, Tom Ritchey e Joey Breeze a lavorare seriamente sull’allestimento della prima Mountain Bike, modificando la geometria del telaio delle bici che esistevano fino a quel momento e montandovi un cambio di velocità appositamente pensato per questo sport. Ma il fenomeno rimase circoscritto agli Stati Uniti almeno fino agli anni ottanta, quando anche in Europa (e ovviamente in Italia) arrivarono i primi modelli di “Rampichino” dell’azienda italiana Cinelli. Da quel primo modello, datato 1985, ad oggi, la quota di mercato delle Mountain Bike è cresciuta fino a superare le tradizionali bici “da strada” nel numero di pezzi venduti in un anno, grazie soprattutto alla maggiore versatilità offerta da questo mezzo, che gli addetti ai lavori chiamano a volte “a ruote grasse”. Nel 1990 a Durango, Colorado, venne organizzata la prima edizione dei Campionati Mondiali di Mountain Bike, che sono ad oggi divisi in tre categorie: Cross Country, una prova a tempo su circuito campestre; Downhill, una cronometro individuale su fondo sconnesso interamente in discesa; Four Cross, una esibizione di salti ed evoluzioni molto simile alle gare di BMX. Oltre a queste esistono altre modalità di competizione in Mountain Bike, come il Dual Slalom, il Freeride e la Marathon, per le quali però non viene disputato il Campionato del Mondo.
La Toscana, si sa, è sempre stata una terra a forte vocazione ciclistica, fin dagli albori di questo sport. Da Gino Bartali ad Alfredo Martini, passando per i più recenti Franco Chioccioli, Mario Cipollini e Paolo Bettini, solo per citarne alcuni. Ma è anche una terra dove si pratica molto, oltre al ciclismo su strada, anche la Mountain Bike. Un esempio, nelle nostre zone, è l’aretino Giancarlo Paperini, campione italiano 2004 e 2006 della Cross Country.
In Casentino, la tradizione ciclistica risale ai primi anni del ventesimo secolo, tanto che il Giro del Casentino è una delle corse ciclistiche dalla storia più lunga in tutta la Toscana, e probabilmente in Italia, visto che la sua prima edizione venne disputata nel lontano 1910 e nel 2011 verrà disputata la 95ª edizione. Nell’albo d’oro di questa corsa figurano alcuni tra i più importanti ciclisti di ogni epoca, come Coppi e Bartali, e in tempi più recenti Marco Giovannetti e Francesco Casagrande. Il territorio della vallata, ovviamente, si presta molto anche all’uso delle Mountain Bike, così sono nate le società sportive dell’MTB Casentino, a Soci, e in tempi più recenti l’MTB RACE Subbiano. Proprio da questi ultimi siamo stati accolti nella sede, nei locali adiacenti lo stadio di Subbiano, per una chiacchierata sul presente e sul futuro di questa associazione, con Daniele Andreini e Adriano Ghezzi, rispettivamente presidente e segretario dell’A. S. MTB Race Subbiano.

Raccontateci come è nata questa associazione.
Nel territorio di Subbiano e Capolona c’è una lunga storia di gruppi sportivi dedicati al ciclismo, dal GS Api di Subbiano al GS Fratres di Capolona. C’era però l’esigenza di fare qualcosa di più specifico per la mountain bike, anche se l’attività del nostro gruppo sportivo comprende anche il ciclismo su strada. Alcuni di noi hanno avuto esperienze anche in altri gruppi sportivi, ma nel 2004-2005 abbiamo sentito l’esigenza di fondare un nuovo gruppo a Subbiano. Le condizioni c’erano, e siamo partiti. All’inizio i completi “MTB Race Subbiano” fatti produrre sono stati 23, ma nel 2011 contiamo di superare i 70 iscritti.

Come spesso accade alle piccole realtà sportive, immaginiamo che uno dei problemi maggiori sia il reperimento dei fondi.
In Casentino, si sa, la stragrande maggioranza dei soldi per lo sport vengono investiti nel calcio. Una realtà come la nostra ha tuttavia la fortuna di avere due sponsor, che finanziano la produzione dell’abbigliamento sportivo, e di poter contare su una mano anche dal Comune di Subbiano, che ci concede di poter usufruire gratuitamente della sede e, quando può, ci eroga anche un piccolo contributo. Ai soci l’affiliazione costa 20 euro l’anno, che servono praticamente solo a coprire le spese essenziali. Non avendo a nostra disposizione un pulmino, ogni volta che ci spostiamo ci “autotassiamo”, come accade in tutti gli sport minori. Ma questo non è mai stato un grosso problema, visto che questo è uno sport che si pratica per passione, non certo per tornaconto economico. All’interno del gruppo, poi, abbiamo molte persone che ci mettono a disposizione le proprie competenze, e questo è un vantaggio non da poco: abbiamo uno dei più validi meccanici della zona,che si occupa della manutenzione delle bici, un commercialista che si occupa di “tenere i conti” del gruppo, e anche un tecnico informatico che ha curato la realizzazione del sito internet.

Il gruppo sportivo, comunque, non è votato principalmente alla partecipazione alle competizioni.
Come gruppo sportivo siamo affiliati all’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), che ha un proprio circuito di gare su strada. Ma il nostro non è un gruppo che nasce con lo stimolo di partecipare a competizioni, quanto piuttosto per la voglia di stare insieme. La partecipazione a qualche gara è legata alla volontà dei singoli, ed è comunque in un certo senso “tutelata” perché nella quota annuale d’iscrizione all’MTB Race Subbiano è compresa anche un’assicurazione sportiva. Alcuni di noi partecipano a delle gare del circuito “Colli e Valli”, organizzato dalle UISP di Arezzo e Siena, ma questo non cambia la finalità principale del nostro gruppo sportivo.

Che resta quello dell’aggregazione, più che della competizione.
Esattamente, anche se non ci occupiamo solo di questo siamo convinti e consapevoli del fatto che il nostro non è un gruppo sportivo che vive l’esigenza del fare risultato. Per noi, ad esempio, è molto più importante poter trovare un nuovo itinerario che non vincere una gara. In questo senso, anche il sito internet ci è stato d’aiuto, perché grazie a quello siamo entrati in contatto con realtà diverse dalla nostra. Tempo fa, ad esempio, un cicloamatore di Roma è venuto a Subbiano per fare con noi un itinerario nelle nostre zone, invitandoci a ricambiare la visita. Questo per noi è importante, oltre che divertente e stimolante.

E contatti con le altre società del territorio ne avete?
Rispetto ad altri sport, dove i contatti tra società piccole sono maggiori, dobbiamo dire che da questo punto di vista non c’è molto da dire. I nostri contatti sono essenzialmente con l’MTB Casentino, da dove provengono alcuni di noi. Riprendendo il discorso di prima, sarebbe molto utile avere contatti più intensi con altre società per un discorso legato allo scambio di itinerari, che è quello che interessa maggiormente un gruppo sportivo come il nostro. Quindi in futuro non escludiamo di muoverci maggiormente in questo senso.

Un territorio come il nostro in effetti è l’ideale per chi vuole praticare questo sport.
La Toscana offre infinite possibilità per chi vuole andare in mountain bike, così come avrebbe potenzialità incredibili per il ciclismo su strada. Purtroppo però non è stata mai adeguatamente “considerata” da chi di dovere, ma ci sono margini enormi. Basti pensare che nella zona dell’Amiata, o dell’Isola d’Elba, ci sarebbero dei percorsi stupendi per le mountain bike, ma sono poco conosciuti. E per restare nelle nostre zone, ci sarebbero un sacco di posti dove poter fare delle gare, sia di cross country sia, perché no, di ciclismo su strada, con degli arrivi in salita che non hanno niente da invidiare a quelli ormai classici sulle strade del Giro d’Italia.

Oltre all’attività sportiva in sé, quali sono le altre iniziative organizzate dal gruppo sportivo MTB Race Subbiano?

Le attività che organizziamo ogni anno, per farci un po’ di pubblicità e farci conoscere dalla gente, sono due: un ciclo raduno su strada, organizzato nell’ambito delle manifestazioni della Festa di Fine Estate di Subbiano, e un appuntamento per gli amanti della mountain bike e non solo, che si svolge ogni anno il primo novembre, che abbiamo scherzosamente chiamato “Bricia Bike”, nel quale, ovviamente, oltre all’escursione in mountain bike vengono anche offerte le castagne ai partecipanti. Oltre a queste, però, è giusto ricordare che il nostro gruppo ha partecipato alla definizione dei sentieri del “percorso di San Francesco”, che si articola da Montauto alla Verna, e che è stato inaugurato il 12 e 13 giugno scorsi. Prima abbiamo collaborato a tracciare i sentieri, poi, in occasione dell’inaugurazione, abbiamo fatto da guide. Inoltre, per il 3 ottobre, che è appunto San Francesco, c’è il progetto di inaugurare un altro sentiero che parta dal comune di Subbiano e arrivi sempre alla Verna. Questa è un’occasione importante di valorizzazione del nostro territorio, speriamo che non vada persa! I progetti in questo senso ci sono e sono ambiziosi: l’idea sarebbe quella di replicare quanto viene fatto con il Cammino di Santiago, anche se probabilmente nelle nostre zone non c’è molta “cultura turistica” per questo genere di cose, oltre ad esserci uno scarso rispetto delle strutture. Una volta che viene tracciato un sentiero, ad esempio, non è raro trovarlo poi abbandonato a sé stesso, o addirittura con la segnaletica danneggiata. Cosa che, spiace dirlo, in altri Paesi non avviene.

Nel resto d’Italia invece com’è la situazione?
Sicuramente, come accade anche per altri sport, la situazione non è la stessa in tutto il territorio italiano. Alcune regioni del Nord Italia, infatti, sono molto più “avanti” di noi per chi vuol fare escursioni in mountain bike. In Liguria, ad esempio, i sentieri sono tutti segnalati con dei diversi colori a seconda della loro difficoltà, e sono piuttosto facili da seguire. Da noi ancora non esiste niente di tutto questo. Infatti uno degli obiettivi che ci poniamo per il futuro sarà quello di fare anche delle escursioni al di fuori delle nostre zone. In Trentino, magari, dove si tiene la “Val di Fassa Bike”, quella che un tempo era nota come “Rampilonga”. O nella zona del Garda, dove Daniele (Andreini, NdR) ha ottenuto il Brevetto da Guida per mountain bike, presso l’Accademia Nazionale di Mountain Bike di Riva del Garda. Anche lì, i sentieri sono tutti opportunamente segnalati, e questo a volte può essere utile quanto avere un navigatore correttamente aggiornato.

Un’ultima domanda: quanto è importante la tecnologia in questo sport?
Parlando di tecnologia, dagli anni ottanta ad oggi i progressi sono stati sicuramente notevoli, sia con l’introduzione dei navigatori, per permettere di seguire correttamente un sentiero, sia a livello di efficienza della bici. Ma come dice il nome stesso, la mountain bike è una bici che va poco d’accordo con la pianura, quindi se non si è ben allenati non c’è tecnologia che tenga…

Per chi volesse saperne di più:
www.mtbracesubbiano.com
www.mtbfreelife.com

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