Tacchetti a spillo

da Casentino Più, ottobre 2010

C’è una novità, nello sport casentinese, ed è una novità importante, senza dubbio. C’è una nuova squadra di calcio in Casentino. Ma il fatto veramente importante, un fatto senza precedenti e non per modo di dire, è che si tratta di una squadra di calcio femminile. Che il Casentino fosse terra fertile per il pallone lo abbiamo ricordato anche nei mesi scorsi, e che lo fosse anche per il calcio femminile è testimoniato anche dal fatto che Cristina Ugolini, difensore attualmente in forza al Torino e nel giro della nazionale, è di Capolona, e a Pieve San Giovanni è nata e vive tuttora Maria Luisa Lapini, attualmente assessore in Comunità Montana e anche lei con un passato in Serie A. Ma la società sportiva “Casentino Calcio Femminile”, che si è costituita poche settimane fa e che si è appena iscritta al campionato FIGC di serie D, è una novità assoluta per la nostra vallata, che mai aveva avuto una propria compagine calcistica in rappresentanza dell’”altra metà del cielo”. Così siamo andati ad incontrare le ragazze al centro sportivo del Corsalone, dove si stanno allenando in vista del campionato che inizierà a fine ottobre. Oltre a loro, ovviamente, era presente anche l’uomo che è stato un po’ l’ideatore di questo progetto, nonché il presidente (e anche l’allenatore) della squadra, Mario Caruso. Con lui e le ragazze abbiamo fatto una bella chiacchierata, a ruota libera, parlando di calcio ma soprattutto di modi di vivere il calcio.
Come e quando è nata l’idea di fare una squadra di calcio femminile in Casentino?
L’idea parte da lontano, precisamente dal 2004-2005, da quando cioè le ragazze del Liceo di Poppi, sotto la guida del prof. Mario Caruso, arrivarono un po’ a sorpresa a vincere il campionato regionale di calcio delle scuole superiori. Già all’epoca, molte ragazze avrebbero voluto proseguire l’attività, ma il trasferimento ad altra scuola del prof. Caruso fece cadere un po’ nel vuoto quest’idea. Fino allo scorso anno, 2009-2010, quando Caruso è tornato a Poppi e le ragazze da lui guidate hanno nuovamente vinto il campionato regionale, guadagnandosi il diritto a partecipare alle finali nazionali. Ad oggi, tale partecipazione non è ancora scontata, a causa di alcuni problemi organizzativi sorti nella scuola, ma questo secondo successo ha rilanciato con forza l’idea di far nascere una squadra, che però non fosse legata ad un solo paese ma rappresentasse tutto il Casentino.
E questo è stato chiaro da subito, fin dalla scelta del nome…
In questi anni, grazie alla scuola, più di cinquanta ragazze si sono avvicinate alla pratica sportiva del calcio. Non ci sembrava giusto” legarci” ad un solo paese della vallata, e infatti all’inizio ci sono stati un po’ di problemi per l’iscrizione al campionato FIGC, quando l’affiliazione ad una squadra maschile sembrava obbligatoria. Invece, con grandi sacrifici e con l’aiuto di alcune persone, siamo riusciti a mettere in piedi la nuova società CASENTINO CALCIO FEMMINILE, che avrà un proprio logo (che qui vediamo in anteprima, NdR) e maglie con colori blu e rosa.
Ci sembra giusto fare i nomi delle persone e dei soggetti che hanno contribuito in maniera determinante alla nascita di questa nuova società.
Il primo ringraziamento va all’AC Bibbiena, che ci ha dato la disponibilità a giocare nel suo stadio le nostre partite casalinghe. Soprattutto, ci teniamo a ringraziare Franco Ferri, che ci ha dato tutte le indicazioni necessarie per mettere in piedi la società, dall’assetto societario a tutti quegli aspetti che tutti noi e tutte noi, “a digiuno” di certe cose, ignoravamo fino a poco tempo fa. Per il campo di allenamento, ringraziamo le squadre dell’UP Corsalone e dell’ARCI Corsalone, che ci permettono di usufruire delle loro strutture per poterci allenare. Inoltre in questo senso dobbiamo ringraziare anche l’Assessore Caporali, che è stato tra i primi a credere nel nostro progetto e dall’opportunità che costituisce. A livello di sponsor crediamo che la nostra vallata possa fare ancora molto, anche se per noi è un vanto l’esser riusciti a coinvolgere aziende che tradizionalmente non hanno mai fatto sponsorizzazioni in ambito sportivo.
Anche perché, anche a livello di serie D femminile, senza soldi non si può fare granché.
Solo per l’iscrizione alla serie D, l’affiliazione alla FIGC e le pratiche varie, servono più di tremila euro. Iscriversi ad un campionato juniores sarebbe stato certamente meno caro, ma non avevamo in rosa un numero sufficiente di ragazze Under 19 per poterlo fare, e inoltre questo avrebbe significato non dare la possibilità di giocare a chi ha più di 19 anni. Anche per le trasferte i costi non sono indifferenti: la serie D è un campionato che si svolge in tutta la Toscana, basti pensare che la trasferta più vicina sarà a Firenze. Per le trasferte, inoltre, le ragazze si “auto-tassano”, nel senso che non sono previsti per il momento rimborsi di benzina e pasti, ma speriamo di poter rimediare al più presto a questo problema.
A livello regolamentare, la serie D femminile impone dei vincoli, come quella maschile, per l’età delle giocatrici da schierare?
Nella D femminile non ci sono vincoli a livello di fuoriquota da schierare, come avviene in quella maschile. L’unico limite è l’età minima delle giocatrici, fissata a 16 anni. Poiché noi abbiamo in rosa anche ragazze di 15 anni, dovremo chiedere una deroga per permettere a queste ragazze di esordire in serie D con un anno di anticipo. La nostra è una squadra abbastanza eterogenea, le ragazze vengono da tutto il Casentino, da Subbiano fino a Stia, e infatti non escludiamo per il futuro l’ipotesi di giocare delle partite anche in campi diversi da quello di Bibbiena, per farci conoscere. In questo senso, però, il regolamento, che chiede di indicare una sede per le proprie partite casalinghe, permettendo al massimo l’inserimento di un campo “di riserva”, non ci aiuta molto.
Che progetti ha la Casentino Calcio Femminile, per il futuro?
Progetti ce ne sono tantissimi, volti soprattutto ad attirare un maggior numero di sponsor, per i quali la porta è sempre aperta, anzi, spalancata. Anche perché, finora, molti di quelli contattati ci hanno dato un sostegno più morale che materiale… Pensiamo di intensificare le collaborazioni con le società sportive della vallata, e anche di organizzare dei tornei estivi, sia per far giocare le ragazze sia per farci conoscere maggiormente. La FIGC, inoltre, organizza diversi stage, alcuni anche molto interessanti, come quelli con i college americani, coi quali è anche possibile strutturare delle collaborazioni “a distanza”. Poi, per il futuro, di idee ce ne sono tantissime… Ridendo e scherzando, non è da escludere l’ipotesi di fare un nostro calendario, ovviamente per finanziare la squadra! O comunque, se non un calendario, abbiamo in mente di realizzare qualcosa a livello di gadget, magari un poster. Pensiamo di organizzare delle cene sociali di finanziamento nei paesi del Casentino, e anche altre iniziative per coinvolgere maggiormente la cittadinanza.
Le forme di azionariato popolare, come ad Arezzo e Subbiano, potrebbero essere un’idea.
Potrebbero essere un’ottima idea. Purtroppo, nella frenesia di queste settimane in cui abbiamo tirato su dal nulla una società sportiva per iscriverci ad un campionato che parte tra poco più di un mese, non abbiamo avuto il tempo materiale di fare niente del genere. Però per il futuro ci penseremo di sicuro, anche perché è un tipo di iniziativa che – se ben strutturata – può dare ottimi frutti. Comunque noi non ci precludiamo niente, le ragazze sono tutte coinvolte nei processi decisionali della società, anche se ovviamente abbiamo formato un organismo direttivo che prende le decisioni finali, e che ovviamente se ne assume le responsabilità. All’interno di questo direttivo, comunque, c’è anche un membro della squadra, Claudia Lusini.
E le aspettative per questo campionato, quali sono?
Il campionato inizia a fine ottobre e dovrebbe durare una ventina di giornate circa. Per prima cosa, ci piacerebbe fare il nostro esordio casalingo di fronte ad uno stadio gremito, con tutto il popolo casentinese a fare il tifo per noi. Per noi questo aspetto è molto importante: ci aspettiamo, e ci speriamo tanto, che il Casentino tutto ci faccia sentire il suo affetto. In generale, l’idea è quella di voler essere una squadra corretta, affiatata, che faccia sport in modo sano e non sia legata a logiche di risultati. Per noi, questo sarà il primo anno, e siamo consapevoli del fatto che altre squadre che giocano insieme da anni possono essere più pronte e più esperte di noi. Questo primo campionato ci servirà per divertirci, per conoscerci e per migliorarci. Oltre che ad imparare a dare sempre il massimo, perché non nascondiamo che ci piacerebbe anche fare qualche risultato positivo. Comunque, per questo primo anno, tutto quello che verrà sarà ben accetto.
Domanda banale, ma necessaria: cosa spinge una ragazza a giocare a calcio?
E cos’è che spinge un ragazzo a farlo?
Ottima risposta. Diciamo che, a volte, i ragazzi hanno anche il “miraggio” del successo, dei soldi che girano intorno al mondo del pallone. In questo senso, invece, lo sport femminile è sempre stato il “fratello povero” di quello maschile, e questo non solo nel calcio…
Infatti questo è un aspetto del mondo del calcio che non ci piace molto, anzi, per dirla tutta, non ci piace per niente. Non troviamo interessante, per esempio, guardare una partita di pallone alla TV. Per noi giocare a calcio è un divertimento, una passione, è la voglia di fare uno sport diverso, anche perché il Casentino non offre tantissimo a livello di sport femminili. In ogni caso, vogliamo dare un’immagine diversa di quello che per noi è il calcio, uno sport che noi viviamo con uno spirito molto diverso da quello del calcio maschile. Per questo, vogliamo invitare tutte le ragazze del Casentino che abbiano voglia di mettersi alla prova a contattarci, e magari di provare ad allenarsi con noi. Le iscrizioni alla squadra, come anche la possibilità di tesserarsi, saranno aperte per tutta la stagione.

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