Arezzo malato o Arezzo guarito? Arezzo convalescente…

(foto: Amaranto Magazine | www.amarantomagazine.it)

Se le due vittorie consecutive di Deruta e in casa contro lo Scandicci ci avevano lasciato qualche dubbio, se l'Arezzo fosse guarito o se fosse ancora malato, la sconfitta di Colle Val d'Elsa contro il non certo irresistibile Monteriggioni, oltre a riportarci coi piedi per terra, ci consegna un verdetto poco equivocabile: l'Arezzo di Coppola è ancora convalescente. E come tutti i convalescenti, è soggetto a ricadute, specialmente se non sta attento a prendere qualche frescata. Certo, le condizioni esterne sfavorevoli non sono mancate, soprattutto nella persona del sig. arbitro Mangino di Tivoli, capace di regalare ai rossoverdi due rigori (uno negato in apertura all'Arezzo e uno concesso in modo piuttosto natalizio al Monteriggioni sul 2-0), un tempo con l'uomo in più e una sostanziale impunità per i falli commessi su Rubechini. Ma si sa, quando si è a rischio di ricadute, un pochino bisogna riguardarsi, specialmente se fuori fa freddo.
Fuor di metafora, bisogna dire che l'Arezzo per perdere questa partita contro il Monteriggioni ci ha messo anche parecchino del suo. A cominciare dalla scelta di ripescare Pacciarini dalla lista dei partenti e farlo diventare nuovamente un titolare. Anche Iacona, poi, sta diventando un'arma sempre più spuntata: subentrato a Del Grande, non ci sono state azioni che portano la sua firma, come purtroppo ultimamente spesso gli accade. Gli amaranto in campo, poi, hanno regalato il 2-0 agli avversari con un'altra di quelle amnesie difensive che speravamo tutti di esserci lasciate alle spalle, e che speriamo di non vedere più, soprattutto da gennaio, quando finalmente potremo schierare la coppia centrale titolare Pecorari-Bacis. Inoltre, una volta rimasti in dieci gli amaranto hanno un po' perso la bussola, contro un avversario tutto sommato abbastanza modesto com'era questo Monteriggioni. Il problema, adesso, è che la classifica sta cominciando a delinearsi in tre tronconi: le prime della classe (Castel Rigone, Todi, Perugia, Sansepolcro, Montevarchi), con cinque punti di vantaggio sul gruppone di centro classifica (sette squadre a quota 21 e 20), che a sua volta ha cinque punti di vantaggio sulla zona playout, che ad oggi comprenderebbe Orvietana, Deruta, Arezzo e Sestese, con Monteriggioni e Fortis Juventus fanalini di coda. L'Arezzo è probabilmente la sola squadra che possa ambire a tirarsi fuori da questa zona, ma non deve commettere peccati di superbia. L'atteggiamento giusto è quello visto a Deruta, o in casa con lo Scandicci fino al gol del 4-1. Concentrazione, grinta, sicurezza nei propri mezzi e rispetto dell'avversario. Non ci sono altre ricette per l'Arezzo, sperando che la convalescenza prosegua nel migliore dei modi già da domenica e ci porti ad una guarigione completa per gennaio.
Una postilla ulteriore è necessaria per il referto post-gara del sig. Mangino di Tivoli, arbitro venticinquenne che come immagine del profilo di facebook ha un fotomontaggio dove c'è lui vestito da Superman, e questo ci dice tutto o quasi. O meglio, per come tale referto è stato interpretato, ai piani alti. "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi", diceva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo famosissimo romanzo Il Gattopardo, scritto nel 1958. E questo è quello che sta succedendo un po' dappertutto in Italia: nella politica come nel calcio. Abbiamo attraversato gli scandali del calcio scommesse, quelli dei passaporti falsi, Calciopoli, Calciopoli-bis e chi più ne ha più ne metta, eppure nelle stanze dei bottoni si continua ad avere sempre il medesimo atteggiamento: forti coi deboli e deboli coi forti. Così, per le intemperanze del pubblico aretino a Colle Val D'Elsa, multe e squalifiche del campo. Da altre parti, come sempre, sostanziale impunità. Tutto cambia, ci dicono, ma allora perché questa sembra una musica già sentita?

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One thought on “Arezzo malato o Arezzo guarito? Arezzo convalescente…

  1. anonymous ha detto:

    Giulio writes:bel pezzo Roberto, ma il rigore non era natalizio per niente, sgambetto netto di Pacciarini sull'attaccante avversario, dal mio angolo l'ho visto benissimo

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