Poppi Basket – 40 anni e non sentirli

Oggi pubblico qui di seguito un articolo su quella che è stata, per un breve periodo (ma per colpa principalmente mia) la mia squadra di basket. Un piccolo modo per "sdebitarmi" di quanto mi hanno permesso di vivere, nella mia esperienza di giocatore di pallacanestro. E un tributo ai ragazzi del sito Quelli del… bar Lando. L'articolo che leggerete qui di seguito è stato pubblicato nel numero di novembre del mensile Casentino Più.

Nel 1970 i New York Knicks vincevano il primo dei loro due titoli. Nell’NBA muoveva i primi passi un certo Lew Alcindor, meglio noto successivamente col nome di Kareem Abdul-Jabbar. In Italia, la Ignis Varese giocava a Sarajevo la prima di dieci finali consecutive di Coppa dei Campioni, vincendola contro il CSKA Mosca, e completava l’opera aggiudicandosi lo scudetto, la coppa Italia e la coppa Intercontinentale. Nello stesso anno, nascono la superstella NBA Alonzo Mourning; uno dei più grandi giocatori europei di tutti i tempi, Sasha Danilovic; nonché quello che è sicuramente il giocatore aretino più forte di tutti i tempi, Paolo Moretti. Restando in provincia di Arezzo, e spostandoci nella nostra vallata, sempre nel 1970 nasce la società sportiva Poppi Basket.
Tra i giocatori del presente ce ne sono due, Federico Ricciardi e Gianluca Conticini, che gestiscono da ormai quattro anni il blog semiserio e semiufficiale del Poppi Basket, “quelli del… bar Lando”. Siamo andati a fare una chiacchierata con loro in un sabato pomeriggio di inizio ottobre, in un bar nel centro di Poppi.

Innanzitutto raccontateci come è nato il sito del Bar Lando.

La storia del blog è molto divertente: per un anno intero, infatti, nessuno ha saputo chi fossero gli autori degli articoli, e soprattutto delle pagelle relative alle partite del Poppi Basket. Noi due eravamo ovviamente nella “lista dei sospettati”, ma il fatto che fossimo in due, per l’appunto, ci ha aiutati a “confondere un po’ le acque”. Quando venivamo additati di essere gli autori delle temute pagelle, noi potevamo a volte difenderci dicendo: “ma se io a quella partita nemmeno c’ero!”. Abbiamo confessato solo a fine stagione, ma la cosa era divertente e aveva ormai preso piede, così abbiamo continuato.

La storia del Poppi Basket, invece, parte da molto più lontano.

Il Poppi Basket a giugno ha festeggiato i 40 anni dalla nascita della società, con un pranzo al quale hanno partecipato molti giocatori e dirigenti del presente come del passato. Per i primi 19 anni, le partite sono state giocate all’aperto, fino alla costruzione, nel 1989, del Palazzetto dello Sport dove ancora oggi vengono disputate le gare casalinghe. La prematura scomparsa di Renato Bindi, a soli 36 anni, è il motivo per il quale nel 1992 il Poppi Basket si è preso un anno di pausa dall’attività agonistica, e da allora il Palazzetto è stato intitolato a lui.

Si riparte dal 1993, dunque. Da lì a poco sarebbero arrivati anni belli per la società…

Nel 1993 il Poppi Basket decise di ricominciare a partecipare ai campionati FIP. In soli tre anni, si ritrovò in serie C2, dove fece il suo esordio nella stagione 1996-97 e dove rimase per tre anni. In quel periodo le partite erano sempre molto seguite, e spesso il palazzetto era pieno di gente che veniva a fare il tifo per il Poppi. Nel 1998-99 arrivò la retrocessione in serie D, dove siamo rimasti fino al 2004-2005. Da allora il Poppi ha disputato i campionati di Promozione, tranne che nel 2006-2007 in cui è rimasto attivo il solo settore giovanile.

Una volta raggiunti dei livelli un po’ più alti, però, come spesso accade soprattutto negli sport cosiddetti “minori”, il problema è come fare a mantenerli, soprattutto di risorse economiche. È così anche per la pallacanestro?

In effetti in Casentino il calcio lascia agli altri sport praticamente solo le briciole, e noi di quelle dobbiamo accontentarci. Per noi uno sponsor difficilmente dà un contributo in denaro, che sarebbe importante anche perché ci vogliono circa 1500 Euro per la sola iscrizione al campionato. Le sponsorizzazioni sono piuttosto del tipo “tecnico”, nel senso che si trova fortunatamente qualcuno disposto a pagarci le divise di gioco, oppure le tute o le borse, o ancora alcuni palloni. Ma la cosa finisce lì. Ancora adesso che giochiamo in Prima Divisione, le trasferte sono abbastanza lunghe, visto che siamo l’unica squadra casentinese, e noi ci “autotassiamo” sia per giocare che per spostarci in trasferta. Ma lo facciamo con passione, non viviamo questo aspetto del nostro sport come un problema. Certo che se qualcuno legge questo articolo e decide di sponsorizzare il Poppi Basket, le porte sono sempre aperte!

Se le cose vanno come la stagione scorsa, poi, c’è possibilità di essere ottimisti anche per il futuro.

La scorsa stagione è stata veramente una sorpresa, in positivo ovviamente. Dopo il secondo posto nel girone, infatti, siamo arrivati ai play-off per la promozione, contro l’ACS Staggia Senese, vincitrice del proprio girone di Prima Divisione, perdendo per 63-60 per una loro tripla allo scadere. I senesi, poi, hanno conquistato il passaggio in Promozione al termine dei play-off, quindi quella con noi è stata una specie di “finale anticipata”. La cosa importante, comunque, non è stata solo il risultato sportivo in sé, quanto l’aver cominciato a riportare gente al palazzetto, e soprattutto aver attirato delle nuove leve per garantire un futuro alla nostra società.

Il settore giovanile è dunque una priorità nella società del Poppi Basket?

Il settore giovanile, che comprende una squadra di minibasket, una di Under 12, una di Under 14 e una di Juniores Under 19, è in assoluto l’aspetto di maggiore importanza per la nostra squadra. Noi crediamo che la pallacanestro sia uno sport che ha una forte componente “educativa”, anche rispetto ad altri sport di squadra. In passato, grazie a dei buoni contatti del nostro allenatore alle giovanili, Giani, abbiamo fatto per cinque anni di fila dei “camp estivi” in collaborazione con Emilio Pietrogiovanna, preparatore atletico della Pallacanestro Varese. Questo ha portato a dei buoni risultati, come ad esempio la vittoria del campionato provinciale Cadetti 2002, che ci ha fruttato l’accesso alle finali regionali. Ad oggi, Massimiliano Pancini segue il settore giovanile da tre anni, e cerca anche di far partecipare i ragazzi di Poppi ad alcuni tornei, per metterli in contatto con realtà diverse dalla nostra. In tutto, ad oggi tra minibasket, Under 12, Under 14 e Juniores il nostro settore giovanile conta circa 40 ragazzi, ma per il futuro vorremmo fare di tutto perché questo sport così bello torni a far parlare di sé anche in Casentino, ma non solo.

In passato sono state fatte delle iniziative in questo senso?

L’iniziativa più importante fatta nel recente passato è stata indubbiamente la “24 ore di basket”, in collaborazione con la Pallacanestro Varese e con Livorno, con Tamara Donà come presentatrice. In quell’occasione il Poppi Basket riuscì a far parlare molto di sé, anche perché l’iniziativa aveva uno scopo benefico: insieme ai frati di Poppi, infatti, i fondi raccolti in quella giornata vennero destinati alla costruzione di un pozzo in un villaggio del Brasile. Ma comunque c’è bisogno che tutto il movimento della pallacanestro italiana riesca ad avere una maggior visibilità. In passato i risultati della Nazionale, come i tre podi all’Europeo su quattro edizioni, culminati con l’oro del 1999 (gli altri due piazzamenti furono l’argento nel 1997 e il bronzo nel 2003, NdR), e ancor di più l’argento olimpico del 2004, aiutarono la pallacanestro italiana ad avere una maggiore visibilità nei media nazionali, con l’ovvio risultato di invogliare un numero sempre maggiore di giovani ad avvicinarsi a questo sport. Anche i club italiani facevano ottimi risultati in Europa, con le vittorie della Virtus Bologna in Eurolega e di Verona in Coppa Korac, a cavallo tra gli anni 90 e il 2000. Ma soprattutto, nella generazione passata, c’erano dei campioni che erano anche dei “personaggi”, con i quali faceva piacere identificarsi. Gente come Gianmarco Pozzecco, Carlton Myers, Vincenzo Esposito, Gregor Fucka e Gianluca Basile erano personaggi dentro e fuori dal campo. Oggi abbiamo tre italiani in NBA, ma li sentiamo molto “distanti”. Soprattutto Bargnani, che è un fuoriclasse immenso, è un po’ un anti-personaggio. Infine, anche la RAI dedica sempre meno spazio alla pallacanestro, tanto che con il blog tempo fa abbiamo portato avanti un’iniziativa che si chiamava “più basket in RAI”, che raccolse oltre 1500 adesioni e ci fece conoscere in poco tempo in tutta Italia.

Bargnani è uno partito da una realtà relativamente piccola, la Stella Azzurra Roma. Anche Poppi, però, nel suo piccolo è un po’ una fucina di talenti…

Vero. Da Poppi sono infatti partiti Leonardo Vitellozzi, che ha giocato in A con Siena e Firenze tra il 1986 e il 1994. Luca Bini e Federico Bachini hanno giocato in B. Anche quest’anno, Matteo Bini, un ragazzo di 17 anni, è andato in prestito a Chieti in B2, e in passato altri ragazzi sono andati a Pesaro. Certamente il Casentino non è al livello del Valdarno come organizzazione dei settori giovanili, ma diciamo che siamo “piccoli ma agguerriti”. Inoltre, proprio per farci conoscere sempre di più anche dai giovani del territorio, abbiamo aperto il blog “quelli del… Bar Lando”, a cui abbiamo aggiunto un canale su YouTube, una pagina facebook e una su twitter. Insomma, speriamo che la nostra presenza sui social network ci aiuti ad avvicinare sempre più ragazzi a questo sport.

Infine, parlando ancora di futuro, per il campionato 2010 che aspettative ci sono?

Noi non siamo una realtà che vive l’ossessione del risultato, e questo ci aiuta molto. Certo, nel basket non ci si sta mai a perdere, né come squadra né contro il proprio diretto avversario, ma è un agonismo “sano”, tranne forse i derby con Arezzo, nei quali subentra anche una rivalità di tipo campanilistico. Si riparte il 30 ottobre: ci piacerebbe molto ripetere quanto fatto la stagione scorsa, ma l’importante è come sempre poter giocare, perché il basket per noi è una passione, prima ancora che uno sport. Certo, se vogliamo fissare delle aspettative e degli obiettivi, le cose che maggiormente ci piacerebbero sono veder aumentare il numero degli spettatori alle partite casalinghe e il numero degli iscritti alle squadre delle giovanili. Queste due cose varrebbero per noi come una vittoria in campionato.

Trovate i ragazzi del Bar Lando a questi indirizzi:
IL SITO: http://quellidelbarlando.wordpress.com/
LA PAGINA FACEBOOK: http://www.facebook.com/barlando
LA PAGINA TWITTER: http://twitter.com/barlando
IL CANALE YOUTUBE: http://www.youtube.com/barlando

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