Il bambino, l’acqua sporca, il micio e Rino Gaetano

l'altro giorno, è stato pubblicato questo mio articolo su Amaranto Magazine:

La storia del bambino e dell’acqua sporca la conosciamo tutti e non è una bella storia. Se c’è una cosa che ha caratterizzato il decennio manciniano dell’Arezzo è stato non aver mai imparato a prendere il buono prima di buttare via tutto alle ortiche, o meglio, in Chiana, ogni anno. Il caso di questi giorni, è evidente, è di tutt’altro tipo, e se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi circa l’esonero di Carrara, è stato lo stesso mister a spazzarli via con il comunicato affidato agli organi di stampa locali, rendendo palese l’esistenza di alcune tensioni interne, che sono al tempo stesso figlie dei risultati di queste prime sei giornate e madri di questi ultimi. Altrimenti come spiegare l’approccio alla gara di Todi, il secondo tempo contro la Pianese eccetera? In ogni caso, mancano ventotto partite alla fine di questo campionato, quindi diciamo che è decisamente troppo presto per darci per spacciati. Il problema, casomai, è che questa prima vittoria che tarda ad arrivare rischia di trasformarsi in un effetto boomerang, rovesciando il concetto secondo cui giocare nell’Arezzo, sia pure in D, è un onore, e trasformandolo in un fardello di pressione che soprattutto per i giovani rischia di diventare insostenibile. Di quanto abbiamo visto in queste sei giornate ognuno s’è fatto una propria idea, e come sempre succede ad Arezzo non tutti siamo d’accordo. Di buono abbiamo visto la voglia di lottare, di sudare per questa maglia, di non mollare mai fino al triplice fischio di chiusura, il sostegno della curva, che qualcuno ha pensato bene di biasimare, non si sa bene per quale fine. Come se il sostegno e la sportività di una tifoseria non fossero validi al di qua del canale della Manica. Abbiamo visto qualche spiraglio di buone giocate da Rubechini, un Sanguinetti capace di cantare e di portare la croce, Del Grande e Iacona che stanno arrivando ad una condizione fisica che speriamo permetta loro di fare la differenza come sanno, Fei che speriamo di recuperare al più presto. Di meno buono, per contro, abbiamo visto una fase difensiva che non va, un centrocampo che non ha sicurezza sufficiente, una scarsa convinzione nei propri mezzi che causa la pressoché totale sterilità offensiva di queste prime sei giornate, anche se i due gol a Todi potrebbero essere un piccolo segnale di inversione della tendenza. Non facciamo come troppe volte è stato fatto in passato: teniamoci il buono, buttiamo via solo quello che non va. Tempo per risalire ce n’è. Se non perdiamo troppo tempo.

io pensavo che il detto popolare "non bisogna buttar via il bambino con l'acqua sporca" fosse – almeno un po' – conosciuto. Invece, dai commenti all'articolo, mi par di capire che non lo era (il commento che spiega il significato del detto è mio). 😦
E vabbè. Passiamo oltre. Ovvero, passiamo a dare il benvenuto al nuovo arrivato, il micio bellissimo che vedete in foto qua sotto.

Egli è perfettamente consapevole di essere il micio più bello del mondo, ma se ribadirete il concetto, la sua vanità ve ne sarà grata.
Infine, sto pensando a quali nuove canzoni potrei mettere sul mio lettore mp3, ora che mi accingo ad andare in palestra. E se ci mettessi un paio di album di Rino Gaetano?

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