Bristol sound

Convenzionalmente, si fa risalire al 1991, con l'uscita di Blue Lines, la nascita del genere musicale denominato trip-hop.
Inutile star qui a dilungarsi sulla storia, sul perché e sul percome di questo genere musicale. Non è un caso, magari, che proprio in quegli anni a Seattle nasceva il grunge, altro genere musicale di cui c'era bisogno, e del quale oggi assistiamo alla triste parodia messa in atto da gruppi assolutamente trascurabili come i 30 seconds to Mars o simili. Il trip-hop no. Il trip-hop non ha eredi, non ha parodisti, volontari o involontari, ha solo pochi – e buoni – interpreti. Ma è rimasto fedele a sé stesso. Anche con l'uscita di Heligoland e Third, i nuovi lavori, attesi per anni, dei padri di questo genere, Massive Attack e Portishead. Non c'è stata nessuna deriva verso la musica per lounge-bar, non ci sono tracce di miglioramenti di umore. Perché il trip-hop è musica per umori cupi, rappresentazione di una società di oggi veritiera quanto quella fatta dal (primo) grunge, solo da un altro punto di vista.

Ma non è della storia del trip-hop che mi andava di parlare, oggi. Quanto del fatto che questa musica si interfaccia alla perfezione con il mio umore, in queste giornate in cui la prima cosa che devo fare ogni mattina è trovare un senso al giorno che mi accingo ad affrontare. è strano ed insolito, avere tutto questo tempo per me. Dopo i primi giorni, dopo l'adattamento, dopo aver tamponato alcune urgenze che dovevo affrontare, resta un senso di profonda delusione per come sono andate le cose, al lavoro. Resta la lezione che, come ogni volta nella vita, ci tocca imparare. Da tutto, non solo dai propri errori. E come ogni volta bisogna ritrovare la forza in sé stessi. E questi miei pensieri, oggi, hanno il sottofondo musicale di una bella canzone, uscita in questo 2010, della quale vi lascio il video, qua sotto. Cinque minuti spesi bene, e forse capirete un po' come mi sento. Anzi, ne sono certo, come si sentono in tanti, oggi come oggi. Anche se siamo lontani da Bristol, e da quel 1991 in cui il mondo era molto diverso da come è oggi, anche se molte cose si sarebbero potute già intuire.

Per chi se lo stesse chiedendo, la bellissima voce femminile che canta in questo brano appartiene a Hope Sandoval

It's unfortunate that when we feel a storm,
we can roll ourselves over 'cause we're uncomfortable
Oh well the devil makes us sin
But we like it when we're spinning, in his grin.

Love is like a sin my love
For the ones that feels it the most
Look at her with her eyes like a flame
She will love you like a fly will never love you, again

It's unfortunate that when we feel a storm,
we can roll ourselves over when we're uncomfortable
Oh well the devil makes us sin
But we like it when we're spinning, in his grin.

Love is like a sin my love
For the one that feels it the most
Look at her with her smile like a flame
She will love you like a fly will never love you, again…

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