Intervista doppia ai Giardini di Mirò

Realizzata il 12 ottobre 2009 con Corrado Nuccini (CN) e Jukka Reverberi (JR), pubblicata a suo tempo qui.

1. “Il fuoco” è ufficialmente il successore del fortunato “Dividing Opinions”. Quando e come è stata presa la decisione definitiva al riguardo?

CN: Innanzi tutto ciao e grazie per le cose che stai/state facendo per i Giardini. Noi apprezziamo molto!
Venendo alla domanda ti dico che non vedo grosse decisioni da prendere, quando un disco è maturo lo si pubblica: se fosse solo questione di decisioni, farei un disco al giorno, forse due. Megalomania portami via!

JR: Un lungo percorso e molti mesi sono intercorsi tra la gestazione di questi suoni e la loro uscita. Il passo decisivo è stato il rendersi conto che non potevamo più aspettare un sol giorno il dvd del fuoco. Se uscirà e quando uscirà sarà un grande traguardo. Noi però non potevamo far invecchiare questo progetto nelle nostre mani. Siamo molto legati a questa vicenda ed il nostro tempo come live band non è eterno come l’opera di Pastrone. Batti il tuo tempo, insomma.

2. Rispetto al predecessore, “Il fuoco” ai primi ascolti presenta alcuni punti di contatto e poche analogie. Quanto di questo è dovuto all’esigenza di dover fare un lavoro di sonorizzazione e quanto alla naturale evoluzione del gruppo?

CN: Il film è una fonte d’ispirazione per musiche che abbiamo poi registrato. Queste rappresentano l’evoluzione del gruppo, non parlerei di esigenza di dover fare un lavoro ma di diversa fonte d’ispirazione. Mi suona meglio…

JR: Credo che i limiti imposti dalla sonorizzazione e non dover ragionare in termini di album abbia davvero dato maggior libertà al gruppo. Non dover competere o misurarsi in ambito pop ha sicuramente prodotto una serenità del gruppo nel provare nuove strade. Dico nuove perché “il fuoco”, nelle procedure, nel modo in cui è stato composto e negli strumenti che suoniamo parla di un mondo diverso, di un gruppo profondamente rinnovato. Poi il gusto melodico è quello, la nostra cifra stilistica. Ma questo disco non sarebbe mai stato possibile senza aver affrontato prima le registrazioni di “dividing opinions”.

3. I Giardini di Mirò sono sempre stati un gruppo con una forte vocazione strumentale. Alcuni dei vostri pezzi più belli, a detta dei fan, sono proprio questi, come Trompso is OK, Tokyo-Ga, Connect the machine to the lips tower, solo per citarne alcune. Ma “il fuoco” è il primo disco interamente strumentale. Ricollegandoci a quanto detto prima, è dovuto all’impostazione iniziale del lavoro?

CN: Ti sembrerà strano ma non mi ritrovo in questa tua affermazione. Meglio dire che i Giardini hanno una vocazione musicale, se per vocazione s’intende una forte sensibilità verso qualcosa, parlare di vocazione strumentale è limitativo. Forse tu vuoi intendere che alcune canzoni senza parti cantante ci sono riuscite meglio. Su questo non voglio sindacare, ovviamente. Specifico però che il fuoco utilizza parti vocali, forse sono meno predominanti rispetto ad un cantato classico però ci sono e sono inserite nel tessuto musicale.

JR: i primissimi lavori della band sono interamente strumentali e i nostri primi tour erano strumentali. Siamo lungamente stati considerati un gruppo strumentale. Abbiamo spesso difeso nelle interviste la capacità della musica strumentale di parlare alle persone attraverso le melodie. Per me, che sono innamorato del pop, la musica strumentale ha ancora questa capacità e credo che grazie a questa avventura i Giardini siano riusciti a dirlo mettendo punti e virgole.

4. Domanda d’obbligo: che musica avete ascoltato durante le recording sessions di questo disco? E quali sono i dischi di cui aspettate l’uscita?

CN: Il disco è stato registrato parecchio tempo fa, mah, chissà che ascoltavo? Se ti basta ti posso dire gli ultimi dischi che ho preso: l’ultimo di David Sylvian, Six Organs of Admittance, il duo Cave-Ellis….

JR: Tantissima musica in moltissimi formati. Ad oggi non saprei dire quali fossero gli ascolti durante le registrazioni, è passato troppo tempo e troppa musica nelle mie orecchie. Sicuramente nel momento di scrittura i miei ascolti erano prettamente legati alla drone music moderna.
Attualmente ascolto con piacere dischi di diverso tipo legati ad ambiti differenti. Nuovi vinili e moltissime vecchie uscite. Non ho più preferenze di genere o nicchia. Vorrei rimanere attento alla buona musica e bona li.

5. Nei prossimi concerti, cosa si devono aspettare i vostri fan? Un’esecuzione de “Il fuoco” live con tanto di immagini o un concerto in cui i pezzi nuovi saranno semplicemente parte di una scaletta più “tradizionale”?

CN: Un concerto in due parti, prima la sonorizzazione e poi un mini show con 5-6 pezzi presi tra cose nuovissime e vecchi pezzi.

JR: Sarà un tour di una decina di date dedicate al fuoco dove, oltre alla sonorizzazione con proiezione, ci sarà una seconda parte di spettacolo dove con lo stesso set up – che è diverso per batteria ed anche per la mia postazione – dove eseguiremo alcune canzoni nuove, non ancra registrate ed altre vecchie riarrangiate.

6. Che fine ha fatto il progetto di realizzare un DVD? È stato accantonato o è ancora in ballo?

JR: Del progetto dvd può parlare meglio Corrado. Io ho seguito la vicenda in modo marginale.

CN: Il referente del progetto è il museo del cinema, bisogna chiedere a loro. Fatelo, sono curioso anche io...

7. E delle vostre carriere soliste, che fino ad oggi ci hanno permesso di ascoltare delle ottime cose, cosa ci dite? Progetti in cantiere?

JR: So che Corrado ha alcuni progetti in cui anche Emanuele è coinvolto. Luca sta lavorando lentamente alla seconda realizzazione di Pillow. Burro è un tecnico di studio e produttore super impegnato. Suona anche in alcuni dischi di ambito avanguardista ma non ha un progetto suo. Mirko sta cercando di impostare il live per il suo gruppo Sundance Capoeira. Il mio progetto ambient noise Die stadt der romantische punks è al momento spento e non so se ripartirà. Preferirei continuare a lavorare su progetti di collaborazione come Bastion. C’è il duo elettronico balearico Crimea X che mi prende tempo e mi porterà a breve fuori dall’Italia e nei club a promuovere il secondo EP. Sicuramente da qui a Natale registrerò un mini solista a nome Reverber di cui si può sentire un demo con tre pezzi scaricandolo dal mio blog. Ho progetti legati alla fotografia e una piccola label di cui sono estremamente fiero, che si chiama Secret furry hole.

CN: Sto registrando un EP di debutto per un progetto che porto avanti con Emanuele dei Giardini e Alessandra dei Pitch, si chiama Vessel e puoi ascoltare qualcosa qui. Jukka è impegnato in tante altre cose. Pillow sta ultimando le registrazioni del secondo album. Burro è oramai un produttore ricercatissimo. Mirko sta scrivendo un romanzo autobiografico. Tante cose.

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