Altro giro, altra corsa!

In realtà, qui volevo scrivere due righe "a mente fredda" sulla trasferta di Perugia. Sul terzo anno consecutivo al Curi, sulla seconda volta in cui torno a casa con una gioia strozzata, sull'Arezzo che ha trovato una sua identità ed è stato squadra gagliarda anche sul pantano del Curi (quello dove la Juve ci ha rimesso uno scudetto), sul viaggio-amarcord insieme al Turko che non vedevo da tempo. Alla fine, è stato uno dei migliori zero a zero a cui mi sia capitato di assistere, se non fosse che c'è mancato proprio il gol. Quel gol che, otto giorni dopo, è costato la panchina a Semplici. Già, perché ad Arezzo, dopo sette risultati utili consecutivi, se pareggi a Perugia strameritando la vittoria, e dopo pareggi in casa la prima partita dopo sei vittorie consecutive, ti mandano a casa.
Sembra assurdo ma è esattamente così che è andata.
E allora capisco come mai quelli bravi ad Arezzo non ci si fermano. Mai. Che siano allenatori o giocatori, passano di qua e se ne vanno, al massimo dopo due o tre anni.
Perché ad Arezzo si sbandierano progetti, si fanno grandi proclami, si è tutti grandi intenditori di qualsiasi sport, ma fondamentalmente fare sport è difficilissimo, e fare calcio è impossibile. Dedicarsi ad uno sport minore? Non c'è modo, perché i soldi un anno ci sono e l'anno dopo non ci sono più. Come è capitato alla Volley Arezzo e come sta capitando quest'anno alla SBA. E fare calcio è impossibile perché tanto troverai sempre un pretesto per mandar via un allenatore, per contestare un giocatore, per fare qualsiasi cosa sull'onda del momento. Perché tanto c'era anche chi non era contento di Gustinetti, ad Arezzo. Chi diceva che Floro Flores non valeva niente perché non si impegnava, chi ce l'aveva con Pasqual perché sapeva solo correre, chi con Conte e Somma perché gocavano troppo offensivi, chi con Semplici perché i cambi li ha fatti troppo tardi ed è un difensivista. Ma come? Ma in estate non s'era preso perché era uno che lavorava parecchio sulla fase difensiva? Perché era uno che vinceva i campionati? E alla fin del salmo, non è stato esonerato perché contro la Pro Patria ha giocato col 4-2-4? E al suo posto, non è stato preso uno che i campionati non li ha (fino ad oggi) mai vinti?
E allora è in giorni come questi che penso che l'Arezzo, per arrivare ai livelli che sogno, non ha proprio niente. Non ha lo stadio, non ha la cultura sportiva, non ha il presidente, non ha la gente, non ha i soldi. Questo è quanto, questo è quello che passa il convento.
E a noi che ancora andiamo allo stadio, non resta che metterci comodi, si. Che tanto di posto ce n'è sempre di più. Che tanto nessuno, nessuno, ci toglie la C1

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2 pensieri su “Altro giro, altra corsa!

  1. anonymous ha detto:

    Pietro Luigi writes:… e tu lo sai qual è stato l'ultimo allenatore a fermarsi per più di una stagione? Un certo Serse Cosmi… cinque stagioni, l'ultima dieci anni fa.Arezzo è il degno posto dell'Italia di oggi: snob ma senza avere niente di più del resto del Paese, in compenso è disposta a sdegnarsi ad ogni pretesto, foss'anche il più stupido. I soldi non mancano poi molto — sono le idee che sono sbagliate. Facciamoci del male.

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