dall’alto della mia torre

2008: tre cose da salvare
1. Obama Did It! nell'attesa di sapere, dalla prossima settimana, se con l'insediamento del nuovo Presidente degli USA il vento comincerà a cambiare, la buona notizia è che G.W. Bush non turberà più i nostri sogni. Ovviamente, solo dopo che i Repubblicani hanno perso le elezioni, Bush Jr. ha ammesso di aver sbagliato diverse cose ("sono stato mal consigliato", ha detto), ma non mi sarei aspettato niente di diverso neanche da un politico di un altro Paese.

2. I dischi nuovi di Vinicio Capossela e degli Offlaga Disco Pax. "Da solo" era un disco dal quale non mi aspettavo niente. "Bachelite" invece lo attendevo al varco. Non sono rimasto deluso da nessuno dei due. Il ritorno del Capossela più "vero", dopo le sperimentazioni da me mal digerite di "Ovunque proteggi", e la vena ironica e socialmente critica, inalterata rispetto al primo disco, degli Offlaga, mi hanno un po' "riconciliato" con la musica, dopo un 2007 per me musicalmente nero.

3. Marco Belinelli a dicembre.. Quando ormai un po' tutti cominciavamo a pensare che Belinelli stesse rischiando di tornare in Europa, il numero 18 dei Warriors ha infilato un mese di dicembre a 14 punti di media, con tanti saluti all'Europa, alla D-League, agli scettici, ai detrattori e alla compagnia cantante. Belinelli è un giocatore NBA, ma io questo lo sapevo già. Ora lo sanno anche molti altri.

2008: tre cose da dimenticare
1. Le scomparse premature di Federico Luzzi e Valentina Giovagnini. Entrambi volti noti legati alla mia città, entrambi non ancora trentenni. La vita a volte sa essere veramente ingiusta. Non c'è altro da aggiungere, altro da dire.

2. Quer Pasticciaccio Brutto de Via Dei Cerchi. Ovvero, il primo anno di vita del PD. Un anno in cui niente è andato per il verso giusto, in cui se ne vanno consensi, gente, credibilità, idee. Un anno in cui è stata fatta opposizione a corrente alternata, in cui Veltroni ha minato la sua immagine, in cui tutti, ai livelli inferiori, hanno fatto (e continuano a fare) come gli pare, in cui è esplosa una questione morale che aspetta tuttora di essere risolta.

3. Afterhours, Baustelle, Coldplay. Ovvero, come fare un disco nuovo (e vendere anche bene) senza avere uno straccio di idea. I classici dischi che dopo averli ascoltati pensi e dici a te stesso "Lasciamo stare". Come è successo a me, del resto. Sentiti una volta e gettati rint'o ciess, come direbbero dalle parti di qualche amico mio.

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