Ci basterà finché ci basteremo

Per la prima volta su questi schermi, quello che segue è un pezzetto di un mio scritto. Inutile dire che mi piacerebbe sapere cosa ne pensiamo… 😉

Scoperta di questi giorni è che sono finiti i sogni a buon mercato. Niente più pie illusioni, niente più fiducia nei mercati, sembra che infine la bolla sia scoppiata.
Difficile capire adesso chi rimarrà in piedi e chi sarà costretto a tendere una mano nella speranza che ci sia qualcuno a dargli una mano per tirarsi su, e riprendere a camminare.
Non c’è rifugio. Non ci sono mai rifugi quando si alza l’onda, davvero. Il 26 dicembre 2004, lo tsunami ha fatto trecentomila vittime, almeno a quanto ne sappiamo oggi, noi, lontani mezzo mondo. Il che comporta ovviamente che potrebbero essere molte di più.
Disconnettersi da tutto, questa è la parte più difficile. Far finta di essere in una bolla, o in una campana di vetro, dove tutto e tutti sono lontani e nessuno può farmi del male, e il futuro non è grigio e dangereux.
Una bella canzone, a volte, è tutto quello che ho. Dai meandri della memoria, nei momenti più svariati della mia vita, emergono le note e le melodie, le linee vocali e le sezioni ritmiche, i giri di chitarra e i suoni ricercati…

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